Capitolo 28
Mentre Don Quixote stava prendendo via suo armatura, Don Lorenzo (per così Don
Il figlio di Diego fu chiamato) prese l'opportunità di dire a suo padre, quello che
è noi per fare di questo gentiluomo Lei ci ha portato, signore casa? Per
il suo nome, il suo aspetto ed il Suo descrivendolo come un cavaliere-errante abbia
completamente ci confuse mia madre e."
"Io non so cosa per dire, mio figlio" rispose. Don Diego; "tutti che io posso dire
thee è che io l'ho visto agire gli atti del più grande matto nel
mondo, e lo sentì fare osservazioni così assennato che loro cancellano e
sopprima l'effetto di una modifica tutti che lui fa; faccia tu gli parli e senta il pulsi delle sue intelligenze, e
come tu l'arte accorto, formi la conclusione più ragionevole tu il canst come a
la sua saggezza o la follia; sebbene, dire la verità, io sono inclinato più a
lo prenda per essere arrabbiato che sano."
Con questo Don Lorenzo intrattenere Don Quixote come andò via è stato
detto, e nel corso della conversazione che è passata tra loro Don
Quixote disse a Don Lorenzo, "Suo padre Senor Don il de di Diego Miranda,
mi ha detto delle abilità rare ed intelletto sottile che Lei possiede, e,
soprattutto, che Lei è un grande poeta."
"Un poeta, può essere", Don Lorenzo risposto, "ma un grande, da nessuno mezzi.
È vero che io sono dato piuttosto a poesia ed a leggendo i buoni poeti,
ma non così molto così come giustificare il titolo di 'grande' quale mio padre
mi dà."
"Io non provo antipatia quella modestia", Don Quixote detto; "per là nessun poeta è
chi non è presuntuoso e non pensa lui è il più buon poeta nel
mondo."
"Non c'è regola senza un'eccezione", Don Lorenzo detto; ci può essere
alcuni che sono poeti ed ancora non pensano che loro sono."
"Don Quixote molto poco", detto; "ma mi dice, che versi sono quelli che
Lei ora ha disponibile, e quale Suo padre mi dice La tenga piuttosto
senza riposo ed assorbito? Se è della lucentezza, io so qualche cosa circa
lucentezze, e mi dovrebbe piacere sentirli; e se loro sono per un poetico