Miguel de Cervantes Saavedra

La Storia di Don Quixote, Volume 2 Divide 25

Miguel de Cervantes Saavedra

Capitolo 9

sveglio;  loro lo rotolarono di nuovo comunque, e spediscono e scosse e tirò
lui circa, così che dopo un po' di tempo lui venne a lui, mentre stirandosi
nel momento in cui se lui stesse svegliandosi da un profondo e sonno di suono, e guardando
circa lui lui disse, "Dio lo perdona, amici;  ye mi hanno portato via da
il più dolce e la maggior parte di esistenza deliziosa e spettacolo che mai umano
essendo goduto o vide. Ora davvero io so che tutti i piaceri di
questo passaggio di vita via come un'ombra ed un sogno, o si affievolisce come il fiore di
il campo. O Montesinos a cattivo esito! O Durandarte dolente-ferito! O infelice
Belerma! O Guadiana piangente, e ye O figlie sfortunate di Ruidera che
mostri nelle Sue onde le ferite lacere che hanno fluito dai Suoi begli occhi!"

Il cugino e Sancho Panza ascoltarono con attenzione profonda le parole di
Don Quixote che li emise come se con dolore immenso lui li stese
dai suoi molti intestini. Loro implorarono di lui spiegarsi, e dice
loro quello che lui aveva visto laggiù in quel inferno.

"Inferno lo chiama?" Don Quixote detto;  "lo chiami da nessuno tale nome, per lui
non lo meriti, come vedranno presto ye."

Lui li implorò poi dargli qualche cosa per mangiare, come lui aveva molta fame.
Loro diffusero la lendinella del cugino sull'erba, e mise i negozi di
l'alforjas in domanda, e tutti i tre che si siedono amorosamente e
socievolmente, loro fabbricarono tutti una colazione ufficiale ed una cena di lui nell'uno;  e quando
la lendinella fu rimossa, disse Don Quixote di La Mancha, "Faccia nessuno
sorga, e frequenti a me, i miei figli, ambo
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