Capitolo 13
confini ragionevoli. Per me per credere che Don Quixote potesse giacere, lui che è
il gentiluomo più veritiero ed il cavaliere più nobile del suo tempo, è
impossibile; lui non avrebbe detto una bugia sebbene lui fu sparato a morte
con frecce. D'altra parte io rifletto che lui riferì e disse il
storia con tutte le circostanze dettagliate, e che lui non poteva in così
corto un spazio ha fabbricato tale complicazione enorme delle assurdità;
se, poi, questa avventura sembra apocrifa, è nessuno il colpa di mia; e
quindi, senza affermare la sua falsità o la sua verità, io lo scrivo. Decida
per thyself in saggezza di thy, lettore; per io non sono legato, né è esso in mio
motorizzi, fare più; sebbene certo è loro dicono quell'alla durata del suo
morte che lui ha ritirato, e detto lui l'aveva inventato, mentre pensandolo accoppiò e
registrato con le avventure che lui aveva letto di nelle sue storie." E poi lui
segue a dire:
Il cugino fu stupito bene come alla baldanza di Sancho come alla pazienza di
suo padrone, e concluse che il buon temperamento che i secondi hanno esposto sorse
dalla felicità lui sentì ad avendo visto la sua signora Dulcinea, anche
incantò come lei era; perché altrimenti le parole e lingua che Sancho aveva
indirizzato a lui meritò un fallimento; per davvero lui sembrò a lui a
è stato piuttosto impudente a suo padrone, a chi lui ora osservò, "io,
Senor Don Quixote di La Mancha, reputi il tempo nel quale io ho speso
viaggiante con la Sua adorazione come molto bene assunse, per io ho guadagnato
quattro cose nel corso di lui; il primo è che io ho fatto Suo
conoscenza che io considero la grande buon fortuna; il secondo che io
ha imparato quello che contiene la caverna di Montesinos, insieme col
trasformazioni di Guadiana e dei laghi di Ruidera; quali saranno di
usi a me per l'Ovid spagnolo che io ho disponibile; il terzo, avere
scoprì l'antichità di schede, che loro erano almeno in uso nel
tempo di Charlemagne, come può essere inferito dalle parole che Lei dice Durandarte