Capitolo 27
il mio encomio; ma qualunque cosa che io posso essere, io ringrazio cielo che mi ha dotato
con un cuore tenero e compassionevole, sempre dispose fare buono a tutti
e non danneggia a nessuno."
"Se io avessi soldi", detto la pagina, "io chiederei senor imitano quello che accadrà
io nella peregrinazione io sto facendo."
A questo Pedro Master che aveva da questa durata sorto dai piedi di Don Quixote,
risposto, "io già ho detto che questa piccola bestia non dà risposta come
al futuro; ma se lui facesse, mentre non avendo soldi sarebbe di no
conseguenza, per obbligare Senor Don Quixote, qui presente, io darei
su tutti i profitti nel mondo. Ed ora, perché io l'ho promesso, e
permettersilo piacere, io preparerò il mio show ed offrirò divertimento a
tutti che sono nella locanda, senza alcuna carica qualunque cosa." Appena lui sentì
questo, il padrone di casa assai contento oltre misura, indicò un luogo dove
è probabile che lo show sia riparato che subito era fatto.
Don Quixote non era molto bene soddisfatto con le divinazioni della scimmia,
come lui non lo pensò corretto che una scimmia dovrebbe predire qualsiasi cosa, o
passato o futuro; quindi mentre Pedro Master stava sistemando lo show, lui andò in pensione
con Sancho in un angolo della stalla, dove, senza essere udito per caso
da chiunque, lui disse a lui, "Guardi qui, Sancho io sono stato seriamente
pensando su questo regalo straordinario ed imitatore, e è venuto al
conclusione che senza possibiltà di dubbio questo Pedro Master, suo padrone ha un patto,
tacito o esprime, col diavolo."
"Se il pacchetto è espresso dal diavolo", Sancho detto "deve essere un
pacchetto molto sporco senza dubbio; ma quello che buono l'inscatoli Domini Pedro per avere
tali pacchetti?"
"Tu dost non mi capiscono, Sancho", Don Quixote detto; "Io voglio dire solamente lui
ha dovuto fare del patto col diavolo per infondere questo potere nel
imiti, che lui può trovare il suo vivere, e dopo che lui è cresciuto ricco lui darà