Capitolo 13
servito cavaliere-errante; c'è qualche volta una semplicità circa lui così acuto
che è un divertimento per tentare ed estendere se lui è semplice o
acuto; lui ha trucchi dannosi che lo bollano vagabondo, e sbagliando grossolanamente
modi che lo provano un tonto; lui dubita tutto e crede
tutto; quando io immagino lui è sul punto di venire precipitosamente in giù da
stupidità puro e semplice, lui esce con qualche cosa accorto al quale quello lo spedisce su
i cieli. Dopo tutto, io non lo scambierei per un altro gentiluomo di campagna, tuttavia
Io fui dato una città per calzare, e perciò io sono incerto se esso la volontà
sia bene spedirlo al governo la Sua altezza ha dato su
lui; sebbene io percepisco in lui una certa attitudine per il lavoro di
governando, così che, con una piccola decorazione della sua comprensione, lui può,
maneggi alcuno statale come facilmente come il re fa le sue tasse; ed inoltre,
noi sappiamo l'esperienza già ampia che non richiede molta abilità
o molto la cultura per essere un governatore, per là è cento tondo circa noi
che appena sa come leggere, e governa come gerfalcons. Il principale
punto è che loro dovrebbero avere le buone intenzioni e dovrebbero essere bramosi di fare
diritto in tutte le cose, per loro non saranno mai ad una perdita per persone a
metta al corrente e li diriga in quello che loro devono fare, come quelli
cavaliere-governatori che, non essendo avvocati, pronunci frasi con l'aiuto
di un funzionario del fisco. Il mio consiglio a lui sarà non prendere nessun dono e resa
nessuno corretto, ed io ho delle altre piccole questioni in riserva che sarà
prodotto in stagione dovuta per il beneficio di Sancho ed il vantaggio del
isola lui è governare."
Il duca, duchessa, e Don Quixote erano giunti a questo punto in loro
conversazione, quando loro sentirono voci ed un grande baccano nel palazzo,
e Sancho scoppia improvvisamente nella stanza del tutto ardendo con rabbia, con un
tendere-stoffa da modo di un bavaglino, e seguì da molti servitori, o,
più propriamente parlando, cucina-ragazzi e gli altri subalterni, uno di chi