Miguel de Cervantes Saavedra

La Storia di Don Quixote, Volume 2 Divide 29

Miguel de Cervantes Saavedra

Capitolo 18

Don Quixote master per essere rigido arrabbiato, sebbene qualche volta lui dice cose che,
alla mia mente, e davvero ognuno che l'ascolta, è così saggio, e
corra in tale solco diritto, non poteva dire quel Satana stesso
loro meglio;  ma per tutti che, realmente, ed oltre ogni domanda, è, mio
credenza fissa lui ha rotto. Bene, poi, come questo è chiaro alla mia mente, io posso
si avventuri farlo credere cose che né ha capeggiano né muniscono di coda, come
quel affare della risposta alla lettera, e quell'altro di sei od otto
giorni fa di che non è ancora in storia che è dire l'affare il
incantesimo della mia signora Dulcinea;  per io lo feci credere lei è incantata,
sebbene non c'è più verità in lui che sulle colline di Ubeda."

La duchessa l'implorò dirle sull'incantesimo o la falsità, così
Sancho raccontò precisamente la storia intera come era accaduto, ed il suo hearers
non era un poco divertì da lui;  e ricapitolando poi, disse la duchessa, "In
conseguenza di quello che Sancho degno mi ha detto, un dubbio comincia su in mio
badi, e là viene a qualche genere di bisbiglio al mio orecchio che dice, 'Se Don
Quixote è arrabbiato, matto, e ruppe, e Sancho Panza il suo gentiluomo di campagna lo sa,
e, nonostante, serve e lo segue, e va avendo fiducia al suo
promesse vuote, ci può essere senza dubbio lui ancora deve essere più arrabbiato e più sciocco
che suo padrone;  e che essendo così, sarà gettato nei Suoi denti, senora
duchessa, se Lei dà al Sancho detto un'isola per governare;  per come voglia lui
chi non sa come governarsi sappia come governare altri?'"

"Di Dio, senora", disse Sancho, "ma quel dubbio viene opportuno;  ma Suo
la grazia può dirlo fuori, e parla chiaramente, o come Lei piaccia;  per io so quello che
Lei dice è vero, e se io fossi saggio io avrei dovuto lasciare da molto mio padrone
fa;  ma questo era il mio fato, questa era la mia cattiva fortuna;  Io non posso aiutarlo, io devo
lo segua;  noi siamo dallo stesso villaggio, io ho mangiato il suo pane, io sono affettuoso
di lui, io sono grato, lui mi diede i suoi asino-puledri, e soprattutto io sono
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