Capitolo 34
duchessa e Don Quixote che la musica del clarions ha cessato, e poi quello
del luta ed arpeggia sulla macchina, e la figura nell'accappatoio colorò di rosa su,
e flinging esso separatamente e rimuovendo il velo dalla sua faccia, dischiuso a
i loro occhi la forma di Morte stessa, fleshless ed orrendo a che
avvisti Don Quixote si sentì scomodo, Sancho spaventò, ed il duca e
duchessa visualizzò una certa trepidazione. Essendo sorto ai suoi piedi, questo
morte vivente, in una voce sonnolenta e con una lingua appena sveglio, tenne
avanti come segue:
Io sono quel Merlo che le leggende dicono
Il diavolo aveva per padre, e la bugia
Hath raggruppò credenza col decorso del tempo.
Di principe magico, del sapere di Zoroastric
Monarca e tesoriere, con occhio geloso
Io vedo gli sforzi dell'età di nascondere
Gli atti coraggiosi di cavalieri erranti ed arditi,
Chi sono, e mai è stato, caro a me.
Incantatori e maghi ed il loro genere
È quasi sempre duro di cuore; non così è io;
Per il mio è tenero, molle, compassionevole,
E la sua delizia sta facendo buona a tutti.
Nelle caverne fioche del Dis oscuro,
Dove, tracciando linee mistiche e caratteri,
Il mio abideth dell'anima ora, là venne a me
La querela dolore-carica di lei, la fiera,
Il del di Dulcinea incomparabile Toboso.
Io seppi del suo incantesimo ed il suo fato,
Da dama alto-nato a ragazza di contadino trasformata
E toccò con pietà, prima io girai le foglie
Di volumi innumerevoli di arte diabolica mia,
E poi, in questo scheletro orribile ed arcigno
Io che incasso, di qui io sono venuto
Mostrare dove giace il rimedio appropriato
Dare il sollievo in tale caso pietoso.
O tu, l'orgoglio e garofano di tutto quell'uso
Gli adamantine ricoprono d'acciaio! O la brillante luce,
O illumina, polestar, percorso e guida di tutti
Chi, disprezzando sonno ed il pigro in giù,
Adotti la vita di toilsome di braccio macchiato di sangue!
A thee, il grande eroe che ogni encomio trascende,
La Mancha lustri e la stella dell'Iberia,
Don Quixote, saggio come coraggioso, a thee io dico--