Capitolo 6
causato essere chiamato il Duenna Angosciato. L'offra entri, O stupefacente
gentiluomo di campagna, e le dice che il cavaliere coraggioso Don Quixote di La Mancha è
qui, e dalla sua disposizione generosa lei può promettersi in salvo
ogni protezione ed assistenza; anche, e Lei può dirle che se mio
aiuto è necessario esso non sarà trattenuto, per io sono legato per darlo a
suo dalla mia qualità di cavaliere della quale comporta la protezione di donne
tutti ordinano, specialmente vedovo, offese, e dame angosciate, come lei
la condizione di gran dama sembra essere."
Su sentire questo Trifaldin il ginocchio volse alla terra, e facendo un segnale
al piffero e tamburini lui girò colpire su, e marciò fuori del
giardino alle stesse note ed allo stesso ritmo come quando lui entrò, mentre andando via
loro tutti stupirono al suo portante e la solennità. Rivolgendosi a Don Quixote, il
disse duca, dopo tutto, cavaliere rinomato, le nebbie della malevolenza e l'ignoranza
è incapace a nascondiglio od oscura la luce di valore e la virtù. Dico io così,
perché la Sua eccellenza è stata appena sei giorni in questo castello, e
già l'infelice e gli afflitti entrano lontano in ricerca di Lei da terre
distante e remoto, e non in allenatori o su dromedari, ma a piedi e
digiunando, fiducioso che in quel braccio possente loro troveranno una cura per
i loro dolori e guai; grazie ai Suoi grandi conseguimenti che sono
circolato tutti sulla terra nota."
"Io desidero, duca" di senor, Don Quixote risposto "che ha benedetto ecclesiastico,
chi a tavola l'altro giorno mostrò tale malato-voglia e dispetto amaro contro
cavaliere-errante, ora era qui per vedere coi suoi propri occhi se i cavalieri di
del genere è avuto bisogno nel mondo; lui imparerebbe da in ogni caso
esperimenti che quelli che soffrono di alcuna afflizione straordinaria o il dolore,
in casi estremi e sfortune insolite cercare un rimedio non va
alle case di giuristi o sagrestani di villaggio, o al cavaliere che ha