Capitolo 14
padre-in-legge."
"Solo veda se c'è qualsiasi cosa altro gli piacerebbe", direbbe Sancho, "e non farebbe
tenga di nuovo dal menzionarlo fuori della timidezza o modestia."
"No, non c'è davvero, disse il coltivatore.
Il momento lui disse questo il governatore cominciò ai suoi piedi, ed afferrando il
presieda lui era seduto su esclamò, "Da tutti che sono buoni, Lei
Don Bumpkin maleducato, maleducato, se Lei subito non esce da questo e
si nasconda dalla mia vista, io poserò la Sua testa aperto con questa sedia. Lei
canaglia di whoreson, Lei il proprio pittore di diavolo, e è esso a questa ora che Lei viene
chiedermi seicento ducati! Come se io dovessi averli, Lei che puzza
bestia? E perché se io dovessi darglieli se io li avessi, Lei il briccone e
forma per cappelli? Quello che ha io per fare con Miguelturra o la famiglia intera del
Perlerines? Mi esca dica, o dalla vita di signore mio il duca come il quale io farò
Dissi io. Lei non è di Miguelturra, ma alcuno briccone spedì qui da inferno
tentarmi. Perché, Lei il briccone, io non ho avuto ancora la metà statale un
giorno, e Lei vuole che io già abbia seicento ducati!"
L'intagliatore fece segnali al coltivatore per lasciare la stanza con la quale lui faceva
la sua testa in giù, ed ad ogni aspetto in terrore affinché non il governatore deve
porti le sue minacce in effetto, per il vagabondo seppe molto bene come giocare
la sua parte.
Ma ci permise di lasciare Sancho nella sua collera, e la pace è con loro tutti; ed impedimento
noi ritorniamo a Don Quixote che noi lasciammo con la sua faccia bendò e
adulterato dopo le ferite di gatto delle quali lui non fu guarito per otto giorni;
ed uno di questi là succedè lui quello che Cide Hamete fa una promessa riferire
con quell'esattezza e la verità con le quali lui è avvezzo per esporre
tutto connesse con questa grande storia, comunque minuto che può essere.
CAPITOLO XLVIII.
DI QUELLO CHE SUCCEDÈ PROFESSORE D'UN COLLEGE QUIXOTE CON DONA RODRIGUEZ, IL DUENNA DI LA DUCHESSA,
INSIEME CON GLI ALTRI AVVENIMENTI DEGNO DI RECORD E RICORDO ETERNO