Capitolo 21
la sua bellezza trasformò in quello di una brutta ragazza di paese; " e poi lui
proceduto darli un pieno e particolare conto dell'incantesimo
di Dulcinea, e di quello che l'era successo nella caverna di Montesinos,
insieme con quello che il Merlo saggio aveva prescritto per il suo disincanto,
vale a dire il flagellare di Sancho.
Molto grande era il divertimento dal quale i due gentiluomini hanno dedotto
Don Quixote che sente narrano gli incidenti strani della sua storia; e se
loro furono stupiti dalle sue assurdità loro furono stupiti ugualmente dal
stile elegante nel quale lui li consegnò. Sulla mano del una loro riguardarono
lui come un uomo dell'intelligenza e sente, e sull'altro lui sembrò a loro un
forma per cappelli che girovaga, e loro non potevano decidersi dove
tra la saggezza e la follia loro dovrebbero metterlo.
Sancho che ha finito la sua cena, e lasciò il padrone di casa nel X
condizioni, riparò alla stanza dove era suo padrone, e come lui entrò
detto, "maggio che io muoio, signori se l'autore di questo libro che le Sue adorazioni hanno
ha alcuna mente che noi dovremmo essere d'accordo; come lui mi chiama ghiottone (secondo
cosa le Sue adorazioni dicono) io desidero che lui non può chiamarmi ubriacone anche."
"Ma lui fa", disse Don Jeronimo; Comunque, "io non posso ricordare in quello che
modo, sebbene io so che le sue parole sono offensive, e quello che è più, mentre giacendo, come io
può vedere chiaramente dalla fisionomia del Sancho degno di fronte a me."
"Ci creda", Sancho detto, "il Sancho ed il Don Quixote di questo
storia deve essere persone diverse da quelli che appaiono nel Cide del uno
Hamete Benengeli scrisse che si è; mio padrone coraggioso, saggio, e
vero in amore, ed io semplice, scherzi, e né ghiottone né ubriacone."
"Io lo credo", Don Juan detto; "ed era esso possibile, un ordine dovrebbe essere
pubblicò che nessuno dovrebbe avere la presunzione per trattare con qualsiasi cosa
relativo a Don Quixote, salvi il suo autore originale Cide Hamete; nel momento in cui