Capitolo 3
e tu come il pastore Panzino, noi gireremo i boschi e boschetti e
prati che cantano canzoni qui, lamentando in elegie là che bevono del
cristallo annaffia delle primavere o ruscelli limpidi o fiumi fluenti. Il
querce ci produrranno la loro frutta dolce con mano generosa, i tronchi di
gli alberi di sughero duri un posto, i salici ombreggiano, le rose profumano, il
tappeti di prati molto estesi tinsero con milli tinte; il chiaro puro
arie ci daranno alito, la luna e stelle illuminano l'oscurità del
notte per noi, canzone sarà la nostra delizia, mentre lamentando la nostra gioia, Apollo vuole
ci provveda con versi, ed ami con presunzioni da che cosa noi faremo
noi famoso per mai, non solo in questo ma in secoli per venire."
"Egad", disse Sancho, "ma quel genere di piazze di vita, no gli angoli, con mio
nozioni; e quello che è più lo scapolo Samson Carrasco e Padrone
Nicholas il barbiere non l'avrà visto bene prima che loro vorranno seguire
esso e gira pastori insieme a noi; e Dio accorda non può venire in
la testa del curato per congiungere l'ovile anche, lui è così gioviale ed affettuoso di
godendosi."
"Tu arte nel diritto di lui, Sancho", Don Quixote detto; "ed il
scapolo Samson Carrasco, se lui digita la fraternità pastorale, come no
dubiti lui la volontà, può chiamarsi il pastore Samsonino, o forse il
conduca Carrascon; Nicholas il barbiere può chiamarsi Niculoso, come vecchio
Boscan stato chiamato precedentemente Nemoroso; come per il curato io non so quello che
chiami noi possiamo andare bene a lui a meno che è qualche cosa dedotto dal suo titolo, e
noi lo chiamiamo il pastore Curiambro. Per le pastorelle cui gli innamorati noi
sarà, noi possiamo scegliere nomi come noi possiamo pere; e come il nome della mia signora
nel momento in cui bene per una pastorella come per una principessa, io non ho bisogno di agitare
io per cercare uno che le andrà bene meglio; a thine, Sancho, tu
che nome canst danno tu appassisca."
"Io non voglio dire darle alcuno ma Teresona", disse Sancho "che andrà