Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 20
Una volta, gettando uno sguardo di nuovo alla casa dove il T-carrello e cavalli stettero in piedi, lei
disse che lei farebbe meglio a ritornare; o forse lei pensò solamente lei disse
esso, per lui non fece risposta che il tempo. Ed alcuni qualche attimo più tardi loro
giunto al promontorio, e l'Atlantico posò sotto, lapislazzuli fluente da
orizzonte ad orizzonte--sotto un universo di blu di depthless. E per un lungo
mentre né parlò.
Con lei l'incantesimo sopportò finché coscienza cominciò a mescolare. Poi lei
si svegliato, scomodo come sempre, sotto l'ombra di limitazione o pressione,
finché i suoi occhi precipitarono su lui ed attardarono.
Un cambio sottile era entrato nella sua faccia; la sua magrezza la colpì per il
prima il tempo; che, ed un distacco assoluto dai suoi dintorni, un
oblio oscuro a tutto--ed a lei.
Come curiosamente avuto la sua faccia alterò, come ombroso era cresciuto, mentre cancellò
il fascino di gioventù, in lui.
Il disdegni divertimento col quale lei era divenuta consapevole di lei proprio
esclusione personale crebbe ad un interesse tinto con curiosità.
L'interesse continuò, ma quando il suo silenzio divenne fastidioso a lei lei
detto così molto francamente. I suoi occhi assenti, ancora si annuvolò, soddisfece il suo,
serio.
"Io odio il mare", lui disse.
"Lei--l'odio esso!" lei ripetè, troppo incredulo essere deluso.
"Non c'è resto in lui; stanca. Un uomo che gioca con lui deve essere sul suo
protegga ogni secondo. Passare una vita su lui è ridicolo--una vita intera
di sforzo intelligente, contro resistenza perpetua, brutale, inanimata--
una lotta ininterrotta senza fine--un incessante manovra umana contro
minaccia inanimata; e poi l'attacco contrario del mostro esanime,
l'anticipo che barrisce, il colpo--e nessuna battaglia vinse--nulla finale,
nulla stabilì, no! solamente lo stesso incubo eterno di sorveglianza,
lo stesso orologio insonne per la slealtà stupida."
"Ma--Lei non deve lottare contro lui!" lei disse, stupito.
"No; ma è nessuno segreto--quello che fa a quelli che fanno. . Alcuni scappano;