Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 92
"Senza riflessioni."
"E--Lei è contento?" persuasivamente.
"Chiaramente non", lui disse.
"Oh, ma Lei deve essere."
"Io devo essere", lui ripetè obbedientemente.
"E Lei è! Lo dica!"
"Ma non mi fa infelice non essere contentato--"
"Lo dica, per favore; o--mi desidera per essere infelice?"
Le sue piccole, lisce mani che giacciono tra il suo, loro stettero in piedi, mentre confrontando uno
un'altra nella luce dorata. È probabile che lei avrebbe portato facilmente la questione a
una fine; e perché lei non faceva, lei seppe nessuno più che un faccia i gattini svegliando a
coscienza sotto la sua prima carezza.
"Lo dica", lei ripetè, mentre ridendo incertamente indietro nei suoi occhi che sorridono
di un ragazzo.
"Dica quello che?"
"Che Lei è contentato."
"Io non posso."
"Il Sig. Siward, è scortese, è spudorato--"
"Io lo so; Io sono quel genere."
"Poi io sono spiacente per Lei. Guardi a quello!" girando la sua mano sinistra in suo così
che il gioiello sul terzo dito prese la luce.
"Io lo vedo."
"Ed ancora--"
"Ed ancora."
"Che", lei osservò con calma, "è l'ostinatezza puro e semplice. . Non è?"
"È quello che io gli dissi era: una piena di speranza scontentezza."
"Come può stare?" per il lungo, contatto avezzo impazientemente ora era,
indebolendola--ancora lei non fece nessun moto per prelevare le sue mani. "Come L'inscatoli
realmente si preoccupi di me? Davvero faccia Lei crede che--la devozione--viene piaccia
quello?"
"Precisamente piaccia quello."
"Così improvvisamente? È impossibile!" con una torsione delle sue belle spalle.
"Come venne--a Lei?" lui chiese tra i suoi denti.
Poi la sua faccia crebbe colore scarlatto ed i suoi occhi crebbero il buio, e le sue mani
contratto in suo--strinse, dita torte impigliarono, fino a che, con un
poco singhiozzi, lei ondeggiò verso lui e lui la prese. Un istante, un
minuto--più, forse lei non seppe--lei mezzo disposizione in braccio sue, lei
labbra privi di istruzione freddo contro il suo. La stanchezza, coscienza debole, poi