Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 22
poi--cosa cureremo, lui ed io, quando--quando--"
"Quando cosa?" Hawberk richiesto, stupito.
"Lei vedrà", io risposi, sulla mia guardia di nuovo.
Lui guardò attentamente a me, molto come usò Dottore Archer, ed io seppi lui
pensiero io ero mentalmente difettoso. Forse era fortunato per lui che lui
non usi solo poi la parola lunatico.
"No", io risposi al suo pensiero non detto, "io non sono mentalmente debole; la mia mente
è sano come il Sig. Wilde. Io non desidero spiegare solo ancora quello che io
abbia su mano, ma è un investimento che pagherà più di oro mero,
argento e pietre preziose. Assicurerà la felicità e la prosperità
di un continente--sì, un emisfero!"
"Oh", Hawberk detto.
"Ed io continuai più quietamente eventualmente", "assicurerà la felicità
del mondo intero."
"Ed incidentalmente la Sua propria felicità e la prosperità così come Sig.
Wilde?"
"Precisamente", io sorrisi. Ma io l'avrei potuto strozzare per prendere quel tono.
Lui cercò a me in silenzio un tempo e poi disse molto dolcemente, "Perché
non faccia Lei abbandona i Suoi libri e studi, il Sig. Castaigne e prende un vagabondo
fra le montagne in qualche luogo o altro? Le piaceva pesca.
Prenda un getto o due alla trota nel Rangelys."
"Io non gradirei pescare alcuno più", io risposi, senza un'ombra di
seccatura nella mia voce.
"Le piaceva tutto", lui continuò; "atletiche, navigando su un panfilo,
sparando, cavalcando--"
"Io non ho desiderato mai cavalcare fin dal mio autunno", dissi quietamente io.
"Ah, sì, la Sua caduta", lui ripetè, mentre guardando via da me.
Io pensai che queste sciocchezze erano andate lontano abbastanza, così io portai il
conversazione indietro al Sig. Wilde; ma lui stava analizzando di nuovo la mia faccia in un
maniera estremamente offensivo a me.
"Il Sig. Wilde", lui ripetè, "sa quello che lui faceva questo pomeriggio? Lui
venuto giù dalle scale ed inchiodò su un segnale la porta di sala prossimo scavare; esso
lettura:
"SIG. WILDE,
RIPARATORE DI REPUTAZIONI.