Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 26
"L'ha letto mai?" Io chiesi.
"IO? No, Grazie a Dio! Io non voglio essere guidato matto."
Io vidi lui pentì il suo discorso appena lui l'aveva emesso. C'è solamente
una parola che io aborrisco più che io faccio lunatico e quella parola è matta.
Ma io controllato io e chiese a lui perché lui pensò _The King in
Yellow_ pericoloso.
"Oh, io non so", lui disse, con fretta. "Io ricordo solamente l'eccitamento esso
creato e le denunzie da pulpito e Stampa. Io credo l'autore
colpo lui dopo avere prodotto questa mostruosità, non faceva lui?"
"Io capisco lui ancora è vivo", io risposi.
"Quello probabilmente è vero", lui mormorò; "pallottole non potevano uccidere un demonio come
quello."
"È un libro delle grandi verità", dissi io.
"Sì", lui rispose, "di 'verità che spedisce uomini frenetico e danneggia loro
vite. Io non curo se la cosa è, come loro dicono, il molto supremo
essenza di arte. È un crimine per l'avere scritto, ed io per uno posso
mai non apra le sue pagine."
"È che quello che Lei è venuto a dirmi?" Io chiesi.
"No", lui disse, "io venni a dirgli che io mi sposerò."
Io credo per un momento il mio cuore cessò colpire, ma io tenni i miei occhi sul suo
faccia.
"Sì", lui continuò, mentre sorridendo felicemente, "sposato alla ragazza più dolce su
terra."
"Constance Hawberk", dissi meccanicamente io.
"Come seppe?" lui pianse, stupito. "Io non lo seppi io fino a che
quella sera l'aprile scorso, quando noi andammo a zonzo prima in giù all'arginamento
cena."
"Quando è esso per essere?" Io chiesi.
"Sarebbe stato seguente Settembrino, ma un'ora fa una spedizione venne
ordinando il nostro reggimento al Presidio, San Francisco. Noi andiamo via a mezzogiorno
a-domani. A-domani", lui ripetè. "Solo pensi, Hildred, a-domani io
sarà l'individuo più felice che mai ha disegnato alito in questo prenda con le buone mondo,
per Constance andrà con me."
Io gli offrii la mia mano in congratulazione, e lui afferrò e lo scosse piaccia
lo sciocco benevolo lui era--o finse di essere.