Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 36
mi tenga da Impero su tutta la terra abitabile! Io nacqui il cugino
di un re, ma io sarò Re!"
Luigi sostenne bianco e rigido di fronte a me. Improvvisamente un uomo venne correndo su
Quarta Strada, digitò il cancello del Tempio Letale, traversò il percorso
alle porte di bronzo alla piena velocità, ed immerse nella camera di morte
con l'uggiolare di uno demente, ed io risi finché io piansi ferite lacere, per io avevo
Vance riconosciuto, e seppe che Hawberk e sua figlia non erano più
nel mio modo.
"Vada", io piansi a Luigi, "Lei ha cessato essere una minaccia. Lei non vuole mai
ora si sposi Constance, e se Lei si sposa alcuno uno altro nel Suo esilio, io volere
La visiti come io facevo il mio dottore la notte scorsa. Il Sig. Wilde si mette a capo di Lei
a-domani." Poi io girai e scagliai in Sud quinto Viale, e con un
pianga di terrore Luigi lasciò cadere la sua cintura e sciabola e mi seguì piaccia il
vento. Io lo sentii chiudere dietro a me all'angolo di Strada di Bleecker, ed io
gettato nella via d'accesso sotto il segnale di Hawberk. Lui pianse, si "Arresti, o io
spari!" ma quando lui vide che io volai sui gradini che lasciano il negozio di Hawberk
sotto, lui mi lasciò, ed io lo sentii battendo e gridando alla loro porta
come se sia possibile risvegliare il morto.
La porta del Sig. Wilde era aperta, ed io digitai piangere, "è fatto, è fatto!
Lasci che le nazioni sorgano e reputi il loro Re!" ma io non potevo trovare Sig.
Wilde, così io andai all'armadietto e presi il diadema splendido da suo
caso. Poi io disegnai sull'accappatoio di seta e bianco, ricamato col Giallo
Firmi, e mise la corona sulla mia testa. Finalmente io ero Re, Governi da mio
diritto in Hastur, Re perché io conobbi il mistero del Hyades, e mio
mente aveva sondato le profondità del Lago di Hali. Io ero Re! Il primo
pencillings grigi di alba eleverebbero una tempesta che scuoterebbe due
emisferi. Poi come io stetti in piedi, mio ogni nervo impeciò al più alto
sottoponga a tensione, svenga con la gioia e lo splendore del mio pensiero, senza, nel