Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 46
naturale voce: "Alec, io inciampai sulla testa di quel lupo, ed io mi penso la caviglia
è storto. Per favore chiami Marie, e poi vada a casa."
Io facevo come lei mi offrì, e la lasciò là quando la domestica entrò.
III
A mezzogiorno il prossimo giorno quando io chiamai, io trovai inquietamente Boris ambulante circa
il suo studio.
"Genevieve è addormentato proprio ora", lui mi disse, "la distorsione non è nulla, ma
perché dovrebbe avere tale febbre alta? Il dottore non può dare conto di lui;
altrimenti lui non vuole, lui mormorò.
"Genevieve ha una febbre?" Io chiesi.
"Dovrei dire io così, e è stato davvero un poco stordito a
intervalli ogni notte. L'idea! piccolo Genevieve gaio, senza una cura in
il world,--e lei continua a dire il suo cuore ha rotto, e lei vuole
muoia!"
Il mio proprio cuore ancora stette in piedi.
Boris si inclinò contro la porta del suo studio, mentre guardando in giù, le sue mani in
le sue tasche, il suo genere che occhi acuti si sono annuvolati, una linea nuova di guaio disegnata
"sul buon marchio della bocca che ha fatto il sorriso." La domestica aveva ordini a
lo chiami in causa il Genevieve immediato aprì i suoi occhi. Noi aspettammo ed aspettammo,
e Boris, mentre crescendo senza riposo, vagato circa mentre agitandosi con cera di modellatura
e creta rossa. Improvvisamente lui cominciò per la prossima stanza. "Venga e veda mio
rosa-coloured il bagno pieno di morte!" lui pianse.
"È morte?" Io chiesi, a humour il suo umore.
"Lei non è preparato per chiamarlo la vita, io suppongo", lui rispose. Come lui
parlato lui strappò un ciprino dorato solitario contorcendosi e torcendo fuori di suo
globo. "Noi spediremo questo uno dopo l'altro--ovvero dovunque, lui disse.
C'era eccitamento febbricitante nella sua voce. Un peso ottuso di disposizione di febbre su
i miei lembi e sul mio cervello come io lo seguii alla piscina di cristallo equa con
i suoi lati color* rosa-tinti; e lui lasciò cadere la creatura in. Precipitando, suo