Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 62
vecchia dama arcigna, a, sì, ahimè! C di Monseigneur----lui. Per tutti
devoutness erano fuggiti. Io non avevo fatto mai ancora tale cosa in vita mia, ma
ora io sentii un desiderio di beffare.
Come per il sermone, io non potevo sentire una parola di lui per il tintinnio in mio
orecchi di
"Le gonne di San Paul sono arrivate.
C'avendo predicato quelle sei conferenze di Quaresima,
Più ipocrita che mai lui predicò,"
tempo che tiene ai pensieri più fantastici ed irriverenti.
Non era nessun uso da sedere là alcuno più lungo: Io devo uscire da porte e devo scuotere
io libero da questo umore odioso. Io conobbi l'inciviltà che io stavo commettendo,
ma ancora io colorai di rosa e lasciai la chiesa.
Un sole primaverile stava splendendo sul si Pente di San Honore, come io corsi in giù la chiesa
passi. Uno angolo sostenne una carriola pieno di giunchiglie gialle, violette pallide
dalla Riviera, violette russe e scure, e giacinti romani e bianchi in un
nube dorata di mimosa. La strada era piena di dissipati di domenica. IO
penzolato la mia canna e rise col resto. Del raggiunse e mi passò.
Lui non girò mai, ma c'era la stessa malignità mortale nel suo bianco
profili che c'erano stati nei suoi occhi. Io lo guardai finché io potevo
lo veda. Suo flessibile indietro espresse la stessa minaccia; ogni passo che
lo trasportato da me sembrò sopportarlo su della commissione connesso con
la mia distruzione.
Io stavo camminando a carponi lungo, i miei piedi che pressocché rifiutano di muoversi. Là cominciò a
albeggi in me un senso della responsabilità per qualche cosa lungo dimenticato. Esso
cominciò a sembrare come se io meritassi che che lui minacciò: arrivò un
modo lungo indietro--un modo lungo, lungo indietro. Era giaciuto inattivo tutti questi
anni: era là, tuttavia, ed al momento sorgerebbe e mi confronterebbe.
Ma io tenterei di scappare; ed io inciampai come migliore io potevo nel si Penta di de
Rivoli, attraverso il la di de di Luogo Concorde e su al Quai. Io guardai con