Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 69
"Non poso bene?" lei insistè.
"Chiaramente, perfettamente."
"Poi esso la mia colpa non è?"
"No È mio proprio."
"Io sono molto spiacente", lei disse.
Io le dissi lei potrebbe rimanere mentre io applicai straccio e tratto con la trementina al
macchia di piaga sulla mia tela, e lei andò via a fumare una sigaretta ed occhiata
sulle illustrazioni nel _Courrier Francais_.
Io non seppi se era qualche cosa nella trementina o un difetto in
la tela, ma il più io lavai fregando il più quella cancrena sembrò
espansione. Io lavorai come un castoro per trovarlo fuori, ed ancora la malattia
sembrato camminare a carponi da lembo per squartare dello studio di fronte a me. Allarmato, io
si sforzato di arrestarlo, ma ora il colour sul seno cambiato ed il
figura intera sembrò assorbire l'infezione come una spugna mette a bagno su acqua.
Vigorosamente io adoperai tavolozza-coltello, trementina, e raschino, mentre pensando tutti
il tempo quello che un _seance_ che io dovrei tenere con Duval che mi aveva venduto
la tela; ma presto io notai che non era la tela che era
difettoso né ancora il colours di Edward. "Deve essere la trementina", io
pensato adiratamente, "altrimenti i miei occhi sono divenuti così macchiati e hanno confuso da
la luce di pomeriggio che io non posso vedere diritto." Io chiamato Tessie, il
modello. Lei venne e si inclinò sulla mia sedia che soffia anelli di fumo nel
aria.
"Cosa _have_ Lei sta facendo a lui?" lei esclamò
"Nulla", io ringhiai, "deve essere questa trementina!"
"Quello che un colour orribile che ora" è, lei continuò. "Lei pensa la mia carne
assomiglia a formaggio verde?"
"No, io non faccio, dissi adiratamente io; "mai faceva Lei mi sa di dipingere come quello
prima?"
"No, davvero!"
"Bene, poi!"
"Deve essere la trementina, o qualche cosa", lei ammise.
Lei scivolò su un accappatoio giapponese e camminò alla finestra. Io raschiai e
strofinato finché io ero stanco, e finalmente raccolse le mie spazzole e lanciò