Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 9
"La mia ambizione del una deve essere il più buon armourer del mondo", lui rispose
seriamente.
Constance chiese a me se io avessi visto le cerimonie alla Camera Letale.
Lei lei aveva osservato cavalleria che passa su Broadway che mattina, ed aveva
desiderato vedere l'inaugurazione, ma suo padre volle la bandiera
finito, e lei era stata alla sua richiesta.
"Vide Suo cugino, il Sig. Castaigne, là?" lei chiese, col
tremore di slightest dei suoi ciglia molli.
"No", io risposi spensieratamente. "Luigi' reggimento è armeggiamento fuori in
Contea di Westchester." Io colorai di rosa e raccolsi il mio cappello e mio canna.
"Vedrà di nuovo il lunatico?" vecchio Hawberk riso.
Se Hawberk sapesse come io aborrisco quella parola "lunatico", lui non l'userebbe mai
nella mia presenza. Scova i certi sentimenti all'interno di me quale io non curo
spiegare. Io gli risposi quietamente comunque,: "Io penso che io lascerò cadere in e
veda il Sig. Wilde per un momento o due."
"Individuo povero", Constance detto con un scuota della testa, "deve essere duro
vivere anno dopo anno povero, storpiato e quasi demente da solo. È
molto buono di Lei, il Sig. Castaigne, visitarlo come spesso come Lei fa."
"Io penso che lui è Hawberk vizioso", osservato, mentre comincia di nuovo col suo
martello. Io ascoltai il tintinnio dorato sui piatti di greave; quando lui aveva
finito io risposi:
"No, lui non è vizioso, né è lui nel minimo demente. La sua mente è un
si chieda camera dalla quale lui può estrarre tesori che Lei ed io possiamo
dia anni di vita nostra per acquisire."'
Hawberk rise.
Io continuai un poco impazientemente: "Lui conosce storia come nessun altro poteva
lo sappia. Nulla, comunque banale, scappa la sua ricerca, e la sua memoria è
così assoluto, così preciso in dettagli che erano esso saputi a New York che
tale uomini esisterono, le persone abbastanza non potevano honour lui."
"Sciocchezze", Hawberk mormorato che cercano sul pavimento un precipitato chiodo.
"È esso sciocchezze", io chiesi, mentre riuscendo a sopprimere quello che io sentii, "è esso