Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 96
fatto un gesto per riceverlo, ma lei esitò un momento, e poi,
avanzando in avanti, mi offrì la tazza con le sue proprie mani. Io sentii questo a
sia un atto della grazia straordinaria, ma proprio non seppe quello che era
si aspettato di me, e subito non l'elevò ai miei labbra. La ragazza allineò il testo
cremisi. Io vidi che io devo agire rapidamente.
"Mademoiselle", io faltered, "un estraneo che Lei ha salvato da pericoli
lui non può comprendere mai vuota questa tazza al più gentile e loveliest
ostessa della Francia."
"Nel Suo nome", lei mormorò, mentre attraversandosi come io esaurii la tazza. Poi
avanzando nella via d'accesso lei si rivolse a me con un bel gesto e,
prendendo la mia mano nel suo, mi condusse nella casa, mentre dicendo di nuovo e di nuovo:
"Lei è molto benvenuto, davvero prego al d'Ys di Castello."
II
Io mi svegliai la prossimo mattina con la musica del corno nei miei orecchi, e leaping
fuori del letto antico, andò ad una finestra provvista di tende dove la luce del sole
filtrato attraverso poco vetri di profondo-set. Il corno cessò come io guardai in
la corte sotto.
Un uomo che sarebbe stato fratello ai due falconieri della notte
prima stette in piedi nel mezzo di un pacco di cane da caccia. Un corno curvo fu preso a cinghiate
sulla sua schiena, e nella sua mano lui contenne una frusta lungo-frustata. I cani
uggiolato e guaì, mentre ballando circa lui in anticipazione; c'era il
anche, francobollo di cavalli nel recinto murato.
"Monti!" pianto una voce in bretone, e con un acciottolio di colpisce con lo zoccolo i due
falconieri, con falchi sui loro polsi cavalcarono nel cortile fra
i cane da caccia. Poi io sentii un'altra voce che spedì il sangue battere
attraverso il mio cuore: "Piriou Luigi, cacci bene i cane da caccia e risparmi nessuno
incitamento né frusta. Tu Raoul e tu Gaston, veda che il _epervier_
non si provi _niais_, e se è migliore del Suo giudizio,
Courtoisie di _faites un l'oiseau. Oiseau_ di un di Jardiner, come il
_mue_ là sul polso di Hastur, non è difficile, ma tu, Raoul,