Capitolo 95
e divertimento, ed a-giorno ci sono solamente un uomo ed una metà, e è come
acquieti come un deserto... Io sono di permesso... Io ho l'a-giorno di gobba, e è
non a del tutto allegro, così non fa Lei mi bada. [Ride attraverso lei
ferite lacere] Noi avremo più tardi un discorso, ma ciao per il presente, mio
caro; Io andrò in qualche luogo.
IRINA. [Scontento] Lei è strano. ...
OLGA. [Piangendo] io lo capisco, Masha.
SOLENI. Quando un uomo discorre filosofia, bene è la filosofia o a
alcun sophistry della percentuale; ma quando una donna, o due donne, discorso
filosofia--è tutto il mio occhio.
MASHA. Cosa intende da quello, Lei uomo molto terribile?
SOLENI. Oh, nulla. Lei venne in giù su me prima che potessi dire io...
aiuti! [La pausa.]
MASHA. [Adiratamente, ad OLGA] Non pianga!
[Digiti ANFISA e FERAPONT con una torta.]
ANFISA. Così, mio caro. Entri, i Suoi piedi sono puliti. [Ad IRINA]
Dal Consiglio di Distretto, da Mihail Ivanitch Protopopov... un
torta.
IRINA. Grazie. Per favore lo ringrazi. [Prende la torta.]
FERAPONT. Cosa?
IRINA. [Louder] Per favore lo ringrazi.
OLGA. Gli dia una torta, balia. Ferapont, vada, lei gli darà una torta.
FERAPONT. Cosa?
ANFISA. Venga, gran'fer, Ferapont Spiridonitch. Venga.
[Exeunt.]
MASHA. Non mi piace questo Mihail Potapitch o Ivanitch, Protopopov.
Noi non dovremmo invitarlo qui.
IRINA. Io non chiesi mai a lui.
MASHA. Quello è del tutto corretto.
[Entri CHEBUTIKIN seguì da un soldato con un samovar di argento;
c'è un rimbombo di sorpresa insoddisfatta.]
OLGA. [Copre la sua faccia con le sue mani] Un samovar! Quello è terribile!
[Esca nella cenare-stanza, alla tavola.]
IRINA. Il mio caro Ivan Romanovitch, cosa sta facendo!
TUZENBACH. [Ride] io gli dissi così!
MASHA. Ivan Romanovitch, Lei è semplicemente spudorato!
CHEBUTIKIN. La mia cara buona ragazza, Lei è l'unica cosa, ed il
cosa prediletta che io ho nel mondo. Io sarò presto sessanta. Io sono un vecchio
equipaggi, un uomo di vecchio indegno e solitario. L'unica buona cosa in me è mio