Mary G. Chandler
Capitolo 20
Pensiero, Hope la religione dell'Immaginazione, e la Carità il
religione delle Affezioni che sono più grandi di tutti perché è il
vitalization dell'altro due.
Ogni atto che noi compiamo volontariamente, se buono o cattivo, prima
digitato la mente come un Pensiero astratto; fu plasmato poi dal
Immaginazione finché divenne un'idea definito; seguente, fu chiesto come un
bambino delle Affezioni; ed ultimamente, era dalle Affezioni fatte a
esca in un uso di amore o un abuso di odio.
Molti pensieri muoiono nella mente senza passare attraverso tutti questi palcoscenici.
Noi sentiamo un sermone che riempe i nostri Pensieri qualche volta come noi ascoltiamo, ed ancora
noi lo dimentichiamo tutti come noi giriamo via dalla porta di chiesa; per lui nessuno andarono
più profondo dei nostri Pensieri. Ad un'altra durata, quello che noi sentiamo va con noi a
le nostre case, ci bazzica attraverso la settimana, e forse è fatto un standard
da che cosa misurare le virtù o i vizi dei nostri vicini di casa; possibilmente
anche, noi ci proccesiamo dalla sua regola, e le nostre coscienze sono scovate
ci fori col tormento acuto di rimorso. Comunque, tutti questo porta nessuno
cambi sulle nostre vite. Qui Pensiero è passato nell'Immaginazione, ha
divenga una realtà alla mente; ma come ancora le Affezioni non scaldi
verso lui, e così muore nella seconda tappa di esistenza. Ancora, di nuovo,
noi ascoltiamo la voce del predicatore, e le sue parole sopportano nell'anima
finché loro accelerano le nostre Affezioni, e come noi la musa le scottature di fuoco. Poi
è i nostri occhi illuminarono percepire come tutti che noi abbiamo sentito possono divenire
compreso nella vita; e scaldò dalla fiamma paradisiaca che è discesa
sul nostro altare, le nostre anime fanno accendere con carità, e noi andiamo avanti
si renda conto della speranza che è dentro di noi in lavori di uso angelico.
Questo processo della mente non è confinato alla parte religiosa di nostro
essendo. Segue nel nostro intellettuale nessuno meno perpetuamente che nostro morale