Alexander F. Chamberlain
Capitolo 90
rispetti che quello di nome.
In delle lingue le parole per "figlio", "ragazzo", "ragazza" è dallo stessa
radice. Nella lingua di Mazatec, del Messico noi troviamo così, _indidi_
"ragazzo", la "ragazza" di _tzadi_, "figlio" di _indi_ e nel Cholona, di
Perù, "ragazzo" di _nun-pullup_, "ragazza" di _ila-pullup_, _pul_
"figlio,"--dove _ila_ intende "donna", e _nun_ il "maschio."
In alcuni altri, come era il caso col _puella_ Latino, da
_puer_, la parola per "ragazza" sembra dedotta da che per "ragazzo."
Così, noi abbiamo in Maya, "figlio" di _mehen_ _ix-mehen_ la "figlia,"--
_-ix_ è un prefisso femminile; e nel Jívaro, dell'Ecuador,
"Figlio" di _vila_, _vilalu_, "figlia."
Fra molto molti peoples primitivi, le parole per "bambino infante, bambino,"
significhi uno" veramente "piccolo", "piccolo, come il _parvus_ Latino il
_wean_ scozzese (per l'ane_ di _wee, "faccia pipì uno"), ecc. In hawaiano,
per esempio, il "bambino" è chiamato _keiki_, "il piccolo e
nelle certe lingue indiane del pendio Pacifico ed Occidentale, il Wiyot
"Bambino" di _kusha'ma_, Yuke il "infante" di _únsil_, Wintun
"Infante" di _cru-tut_, Niskwalli il chesh_ di _chá il "bambino (il ragazzo)", tutti
significhi uno letteralmente "piccolo", "piccolo."
Delle lingue, di nuovo hanno diminutivi della parola per "bambino", spesso
formato da reduplication, come il _wee wean_ di Bassopiano scozzese, e
il _pilpil_, "infante" del Nahuatl del Messico.
Nella lingua di Snanaimuq, di Isola di Vancouver le parole
_k·ä'ela_, "infante maschio", e _k·ä'k·ela_, "infante femmina,"
intenda semplicemente "il debole." Nel Modoc, di Oregon un "bambino" è
letteralmente, quello che è portato su uno è stesso." Nel Tsimshian, di inglesi
Columbia, la parola che _wok·â'ûts_, "infante femmina" realmente significa
"senza labrets", indicando che la creatura è ancora troppo giovane per il
ornamenti di labbro. In latino, _liberi_, una delle parole per "bambini,"
show sulla sua faccia che intese solamente "bambini, come opposto agli schiavi