Alexander F. Chamberlain
Capitolo 91
della casa, _servi_"; per _liberi_ realmente denota "il libero
uni." In "la lingua di Galibi del Brasile, _tigami_ significa, 'giovane
fratello, figlio, ed il piccolo bambino', indiscriminatamente." Il seguente
passaggio da Westermarck richiama il "mio figlio", ecc. di nostro più alto
conversazionale o anche stile ufficioso (166.93):--
"Il Sig. George gli stati di Bridgman che, fra i neri di Mackay di Queensland,
la parola per 'la figlia' è usato da un uomo per alcuno giovane appartenere
alla classe alla quale apparterrebbe sua figlia se lui avesse uno. E,
parlando degli australiani, dice Eyre, 'Nel loro rapporti con ognuno
altro, natives di tribù diverse sono esageratamente punctilious e
gentile; ... pressocché tutto quello che è detto è fatto la prefazione a dal
appellativo di padre, figlio, fratello, madre, sorella, o dell'altro
termine simile, corrispondendo a quel grado di relazione che può
è stato la maggior parte in concordanza con le loro secoli relative e
circostanze."
Fenomeni simili ci soddisfano nella lingua delle classi criminali, e
il gergo della gioventù più selvatica del paese.
Fra gli Isolani di Andaman: "Genitori, quando indirizzando o assegnando a
i loro bambini, e non usando nomi, impiego termini distinti, il padre
chiamando il suo ô-dire,_ di _dar di figlio i.e. 'lui quello è stato generato da
io', e sua figlia, _dar ô-atroce-secchio-;_ mentre la madre fa
uso della parola l'ê-tire,_ di _dab i.e. 'lui chi io ho sopportato', per il
primo, e l'ê-pneumatico di _dab secchio-_ per il secondo; similmente, amici,
nel parlare di bambini ai loro genitori, dica rispettivamente, _ngar
ô-dire,_ o l'ê-tire_ di _ngab (Suo figlio), _ngar ô-atroce-secchio-,_
o _ngab ê-pneumatico-secchio-_ (Sua figlia) " (498. 59).
Nel Tonkawé lingua indiana di Texas, essere nato" è _nikaman
yekéwa,_ letteralmente, divenire ossa", e nel Klamath, di Oregon,
"partorire, è _nkâcgî,_ di _nkák,_ "la cima del
capeggi", e _gî,_ per fare", o forse da _kák'gî,_ "a
ossa" di produzione, dall'idea che il posto della vita è nelle ossa. In