Capitolo 14
-- Francese, "Marguerite", il nome della sua patronessa Reale. A
noi probabilmente possiamo attribuire questo periodo della carriera di Chaucer il
elegante ed elegante, se piuttosto convenzionale, poemi di "Il
Fiore e la Foglia", "Il Cuculo e l'Usignolo", & il c.
"La Signora Margaret", dice Urry, ". . . frequentemente
lo complimenti sui suoi poemi. Ma questo non sarà voluto dire di
le sue Storie di Canterbury, loro che sono scritti nell'il parte seconda di sua
vita, quando il cortigiano ed il gentiluomo eccellente diedero modo a solido
senso e le semplici descrizioni. Nei suoi amore-pezzi lui fu obbligato
avere il riguardo più severo a modestia e la decenza; le signore
a quella durata che così molto insiste sul più bel punctilios di
honour, che era estremamente criminale per deprezzare il loro sesso, o fa
qualsiasi cosa che offenderebbe la virtù." Chaucer, nel loro preventivo,
aveva peccato contro la dignità e honour di womankind dal suo
traduzione della "Rose del la del de romana francese", e dal suo
"Troilus e Cressida"--presumendolo per essere stato fra il suo
lavori meno maturi; e fare ammenda per quelle offese la Signora
Margaret (sebbene gli altri e più vecchi conti dicono che era il
prima Regina di Richard II., Anna di Bohemia), prescrisse a lui
il compito di scrivere "La Leggenda di Buone Donne" (veda
nota introduttiva a quel poema). Circa questo periodo, anche, noi
può mettere la composizione dell'A. B. C. di Chaucer, o La Preghiera
della Nostra Signora, fece alla richiesta della Duchessa Blanche, un
signora di grande devoutness in vita privata sua. Lei morì nel 1369;
e Chaucer, come lui l'aveva allegorizzata corteggiando, la celebrò
matrimonio, ed aiutò le sue devozioni, ora lamentò la sua morte, in un
poema intitolò "Il Libro della Duchessa; o, la Morte di
Blanche.<3>
Nel 1370, Chaucer ebbe un lavoro all'estero sul servizio del Re;
ed a novembre 1372, dal titolo del noster" di "Scutifer--nostro
Scudiero o Scudo-portatore--lui fu associato con "Jacobus
Pronan", ed il de di "Johannes il civis di Mari Januensis", in un reale