Capitolo 71
Lui weepeth, waileth il crieth pietosamente;
Uccidersi lui il waiteth privatamente.
Lui disse; "Ahimè il giorno che io sono nato!
Ora è peggio la mia prigione che il beforn:
*Ora è io forma * eternamente indulgere * è riparato per me*
Non in purgatorio, ma diritto in inferno.
Ahimè! che mai io conobbi Perithous.
Per elles avuto io dwelt con Theseus
Y-messo in ceppi nel suo evermo della prigione.'
Poi mi aveva stato nella beatitudine, e non in dolore.
Solamente la vista di lei, chi che io servo,
Sebbene che io non posso mai la sua grazia meriti,
Sarebbe bastato destra abbastanza per me.
O deare cugino Palamon", quoth lui,
"Thine è il vict'ry di questo aventure,
Pieno felicemente in prigione sopportare:
In prigione? anzi certes, in paradiso.
Bene la fortuna di hath y-girò thee i dadi,
Quel hast la vista di lei, ed io il th' l'assenza.
Per possibile è, fin da tu il hast la sua presenza,
Ed arte un cavaliere, un degno ed un capace,
Che da del cas *, siccome la fortuna è mutevole, * l'opportunità
Tu may'st a thy desiderano una volta o l'altra raggiunga.
Ma io quello è esiliato, e sterile
Della grazia di alle, ed in disperazione così grande,
Che là n'is earthe, acqua, fuoco, né aria,
Né creatura che di loro maked è,
Quello mi può helpe né conforta in questo,
Bene debba io * sterve in wanhope * e l'angoscia. *muoia in disperazione*
Addio la mia vita, la mia concupiscenza *, e la mia contentezza. *piacere
Ahimè, * perché uomini di plainen così in comune * perché così spesso fa uomini si lagnano
Di fornitura di Dio *, o della Fortuna, della provvidenza di Dio?*
Quel giveth loro il pieno oft in molta una sembianza
Bene migliore che loro possono concepire?
Alcuni equipaggiano desireth per avere richess,
Quella causa è del suo assassinio o la grande malattia.
E degli uomini possono fuori del suo fain della prigione,
Che in casa sua è del suo meinie * ucciso. *servitori < 16>
Harmes infinito è in questo mattere.
Noi il wot mai che cosa che noi preghiamo per qui.