Capitolo 13
quale i Suoi discepoli davvero facevano, e quale i Suoi servitori ora fanno. Via
Augustine si avvale delle stesse prove, nel suo libro della Città di
Dio. Così i miracoli dei santi hanno in tutte le secoli stato addotto come
prove della Divinità del nostro Salvatore; e questo è quello che cercano quelli
fare via con che, senza riflessione, li consideri come favole.
Un altro pericolo è, che loro parlano di queste meraviglie secondo loro
propri pregiudizi. Loro dicono apertamente che loro non li credono, e
quelle persone non dovrebbero avere la debolezza per crederli; loro parlano
sprezzantemente dei libri nei quali loro sono registrati; loro non possono
sopporti che loro dovrebbero formare parte di panegyrics dei santi. Loro
si avvalga di derisioni empie, e diventi in ridicolo il fedele chi
li accrediti, e loro biasimino la condotta della Chiesa che
li consacra. Tale dissertazione sanziona eresia e la licenziosità;
worldlings e gli indevout l'applaudono, i tiepidi sembrano acconsentire a
esso, ed i falsamente devoti l'approvano; è un scandalo al debole,
ed un disonore a religione.
Sarà temuto anche che pregiudizi contro quello nei quali è meraviglioso
le Vite dei Santi possono spargere agli altri soggetti, se noi giudichiamo solamente
dai principi che sono la causa di loro. Per, in quello che fa questi
principi consistono? Loro non sono incagliati su ragione o religione; loro
debba, perciò, abbia una base dell'incredulità per tutto che loro
non capisca: la vanità sciocca di essere pensato singolare;
ignoranza che audacemente ripudia quello del quale non sa niente; tenendo
società con libertini; un conformismo di sentire con eretici, e
lo spirito del mondo che è il nemico di ogni pietà. Così
cause calamitose danno stanza per temere gli effetti più fatali.
In generale, la libertà solamente credere quelle cose che noi scegliamo,
su punti nei quali concerne religione, è molto pericoloso; esso spesso
fa un progresso distruttivo, per i suoi primi tentativi l'imbaldanzisca.