Capitolo 51
troppo coi suoi esercizi spirituali, lui venne a Gubbio, dove uno
dei suoi amici, mentre l'avendo riconosciuto, lo diede, in ordine che lui poteva
sia decentemente vestito, il vestito di un eremita, una tunica corta, un leathern
cinga, scarpe, ed un personale.
In questa abitudine penitenziale, lui sottopose il suo corpo a supplementare
austerità; e per adempiere tutte le funzioni dell'umiltà, a
quale lui molto fu legato, lui si dedicò al servizio del
lebbrosi. Lui fu visto nei loro ospedali continuamente, mentre muovendosi circa in tutti
direzioni per aiutarli, prevenendo tutte le loro mancanze, mostrando il più grande
compassione per loro, lavando i loro piedi, pulendo il loro sores, rimuovendo
la questione, e, da un sforzo meraviglioso della carità, baciando loro
ulcere disgustose. Lui ricevette da Dio in ricompensa il regalo di guarire;
e questa era una figura delle cure Evangeliche alla quale lui era presto
applichi alle malattie dell'anima.
Fra molte prove che San Bonaventure adduce del suo avere il regalo
di guarire miracolosamente, lui menziona quello di un uomo del Ducato di
Spoleto cui parla in modo enfatico e guance furono mangiate da un cancro terribile,
e per che tutti i generi di rimedi avevano avuto un lavoro infruttiferamente. Questo
uomini incontrarono Francesco che ritorna da Roma (dove lui dovette implorare
l'assistenza degli Apostoli benedetti) che, fuori di grande rispetto,
desiderato baciare i suoi piedi; questo il Francesco umile prevenne, ma baciò
la faccia cancerosa che fu guarita istantaneamente. Lo stesso santo
commenti: "Io non so quale è la maggior parte per essere ammirato, tale bacio o così
una cura!"
Il servitore di Dio che ora diede credito a nessun altro paese che il cielo,
e che era terribile di essere la causa di alcuno di suo padre
violenze, propose a lui per prendere sulla sua dimora in Gubbio e
si dedici agli esercizi della carità, senza ritornare ad Assisi;
ma chiamando per badare all'ordine che l'era stato dato dalla voce
quale venne dal crocifisso, riparare la Chiesa di San Damian, lui