Capitolo 60
uomo pio che era nell'abitudine di indirizzare le due parole seguenti
a tutti che lui soddisfece, la "Pace e la weal,--pace e weal!" non fu visto
ad Assisi dopo che Francesco cominciò a predicare; come se lui gli augurasse essere
capì che la sua missione aveva finito dalla presenza di lui di chi
precursore che lui era. Infatti, questo predicatore nuovo era in verità un angelo di
la pace spedì da cielo per riconciliare un grande numero di peccatori con
Gesù Christ, e disegnare in giù su loro tutti i generi di benefici.
Lui congiunse al ministero della parola l'esercizio di ogni genere di
virtù, e si applicò particolarmente a preghiera, dove le sofferenze
del nostro Salvatore Benedetto tale impressione fece sulla sua anima che lui ha gemuto
e singhiozzò ad alta voce, quando lui si trovò alla libertà. Uno dei suoi amici,
passando dalla chiesa di San Mary degli Angeli, dopo l'avendo sentito,
andato in, e vedendolo bagnò in ferite lacere, lo sgridò con lui come di
una debolezza sconveniente in un uomo. "Io piango per la Passione del mio Dio
Gesù Christ", Francesco risposto, "ed io non dovrebbero avere vergogna di
piangendo apertamente di fronte al mondo intero." Questa emozione invidiabile era in
il cuore di San Augustin, quando lui disse alla sua gente: "La Passione
di Gesù Christ che la Chiesa mette ogni anno di fronte a noi, si muove e
ci colpisce come se noi lo vedessimo personalmente tese sulla croce; là
è nessuno ma gli empi chi può essere insensibile a lui.--Come per me, io
desideri lamentare con Lei nel considerare questo spettacolo toccante. Questo
è il momento di entrata che piangere, ammettersi criminali e
pregare per la misericordia. Quali di noi l'avrebbero nel suo potere per versare un
sufficienza di ferite lacere per uguagliare il merito di così grande e così degno un
soggetto del dolore?" Ogni Cristiano dovrebbe arrossire, se lui sta volendo
in questi sentimenti della gratitudine ed amore.
Le parole ed azioni di Francesco furono divulgate presto all'estero. Alcuni divennero