Capitolo 68
vicino di casa." Il vescovo approvò i suoi commenti, ed ancora una volta promise
lui la sua protezione. È vero che lo stato di povertà volontaria in
quale una persona non possiede niente qualunque cosa, ha le sue inconvenienze; e
dove va a vuoto la corruzione umana trovare così? Ma non può essere negato
che lo stato in oggetto è molto favorevole alla salvezza, fin da lui
è basato sul consiglio di Gesù Christ; e che, sul contrario,
il possesso di proprietà è pericoloso per la salvezza, da quando Lui Lui
ha detto enfaticamente: "Come proprio non loro quell'ha ricchezza entrare
nel regno di Dio."
Mentre l'Evangelico povero continuò a Rivo Torto, l'Imperatore Otho
IV che era in viaggio per Roma con un grande treno per essere
consacrato ed incoronò da III Innocente, passato dalla loro capanna. Loro
anche fu mortificato per dare retta la pompa del suo seguito;
ma Francesco ordinò uno di loro ad andare dall'imperatore e dirgli quello
tutta la gloria che lo circondò sarebbe ma della durata corta. Il
religioso rispettò, e disse audacemente all'imperatore quello che era stato comandato.
La predizione scontentò il principe che, ciononostante, ammise da
l'evento che è stato fondato bene. Per, avendo violato la sua incoronazione
giuramento, e le varie ingiustizie impegnate verso la Chiesa, lui era
scomunicato l'anno seguente dallo stesso Papa; e dopo
privato del suo impero, ed abbandonò dal mondo intero. È così
che la grandezza del mondo, così incostante in se stesso, e sempre mise
una fine a da morte, precipita anche prima che quello, da cattiva condotta qualche volta,
e dai giudizi giusti di Dio.
Zelo per la salvezza di anime incitò Francesco a trasportare la sua piccola truppa
nella Valle di Rieti. Lui si arrestò ad un eremitaggio abbandonato su un
grande pietra che lui pensò essere un luogo conveniente per entrare
in conversazione con Dio.
Essendo a preghiera un giorno su questa pietra, e ruminando nell'amarezza
della sua anima nei suoi anni passati, lui fu assicurato, da un'inspirazione fresca