Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 58
Lei venne obbedientemente con me, mentre scivolando in mezzo le lanterne e
fra i cavalli, muovendosi silenziosamente al mio gomito al più lontano il capannone,
quale era vuoto.
"Lei mi usa molto gentilmente", dissi io, avventurarsi all'estero stasera su mio
conto."
"Io sono all'estero", lei disse, "in favore del mio paese."
Solamente suoi occhi io potrei vedere sull'orlo del mantello scarlatto, e loro
mi riguardato molto freddamente.
"L'intesi così", dissi con fretta io, quello che del Sagamore? Verrà?"
"Lui verrà come io La promisi."
"Qui?" Dissi io, assai contento. "Questo molto serale?"
"Sì, qui, questa notte."
"Come buono--come generoso è stato Lei!" Io esclamai con un calore e
sincerità che ha invaso ogni fibra di me. "E Lei è passato
questo temporale selvatico tutto il modo lungo a piedi?"
"Sì", lei disse, calmamente, "a piedi. Da allora quando, signore, abbia mendicanti cavalcati
ad un tryst eccetto nelle belle favole?"
"Se io l'avessi saputo, io avrei preso equino e sarei andato per Lei ed avrebbe portato
Lei qui che va in bicicletta cuscino dietro a me."
"Se io L'avessi desiderato per venire per me, il Sig. Loskiel io non dovrei avere
L'agitato qui."
Lei allentò il mantello scarlatto e stracciato così che lasciò cadere da sotto
i suoi occhi e lasciò le caratteristiche esposte. Abbastanza di luce di lanterna da
l'altro capannone precipitò sulla sua faccia per me per vederla lisciare, guance fresche
del tutto di rugiada con la pioggia, come io li avevo visti una volta prima nell'oscurità di
il prossimo temporale.
Lei si girò la testa, mentre gettando uno sguardo di nuovo all'altro capannone dove uomini e
cavalli stettero in piedi in forme di ombra grottesche sotto la luce di lanterna ventosa;
poi lei guardò cautamente circa il capannone dove noi stemmo in piedi.
"Venga più vicino", lei fece segno a.
E la mia vicinanza a lei sembrò come prima, ancora una volta, per un momento a
si immischi col mio cuore e lo controlli; poi, come se guadagnare i battiti