Capitolo 10
possibile essere un artista "gratis e nulla più."
Chekhov lasciò Sahalin ad ottobre e ritornò in Europa da modo dell'India e
il Canale di Suez. Lui volle visitare Giappone, ma il piroscafo non fu permesso
mettere in al porto su conto di colera.
Nell'Oceano indiano lui bagnava tuffandosi via il ponte di castello di prua quando
il piroscafo stava andando alla piena velocità, e prendendo una corda in giù la quale fu lasciata
dalla poppa. Una volta mentre lui stava facendo questo lui vide un squalo ed un banco di
pesce di pilota vicino a lui nell'acqua, come lui descrive nella sua storia "Gusev."
Le frutte di questo viaggio erano una serie di articoli in _Russkaya Myssl_
sull'isola di Sahalin, e due novelle, "Gusev" e "In Esilio."
I suoi articoli su Sahalin furono guardati su con un occhio di favourable in Petersburg,
e che sa è possibile che le riforme alle quali seguirono in riguardo
la servitù penale ed esilio non avrebbero avuto luogo ma per loro
influenza.
Dopo circa un mese a Mosca, Chekhov andò a Petersburg a vedere Suvorin.
La maggioranza dei suoi amici di Petersburg ed ammiratori lo soddisfece con sentimenti
dell'invidia e la malato-volontà. Persone diedero cene nel suo honour e lo lodarono a
i cieli, ma alla stessa durata loro erano pronti "lacerarlo a pezzi."
Anche a Mosca tali persone non gli diedero un momento per lavoro o resto. Lui
fu prostrato così dal sentimento di ostilità che lo circonda che lui
accettato un invito da Suvorin per andare all'estero con lui. Quando Chekhov aveva
sistemazioni completate per dotare le scuole di Sahalin del necessario
libri, loro misero via per il Sud dell'Europa. Vienna lo deliziò, e
Venezia superò tutte le sue aspettazioni e lo gettò in un stato di
estasi fanciullesca.
Tutto l'affascinò--e c'era poi un cambio nel tempo ed un
consolidi acquazzone di pioggia. Gli spiriti di Chekhov si chinarono. Venezia era l'umidità e
sembrato orribile, e lui bramò scappare da lui.
Lui aveva avuto solo tale cambio di umore in Singapore che l'interessò