Capitolo 7
chi aveva preso il carattere principale in "L'Orso", aprì un il teatro di suo
possieda a Mosca che non era un successo per prima. Lui fece appello a Chekhov a
lo salvi con un dramma per Natale fuori dal quale era solamente dieci giorni. Chekhov
metta lavorare e scrisse un atto ogni giorno. Il dramma fu prodotto in durata, ma
l'autore non fu soddisfatto mai con lui, e dopo un corto, molto riuscito
corsa lo prese via il palcoscenico. Molti anni dopo lui completamente il remodelled esso
e lo produsse come "Zio Vanya" all'Art Teatro a Mosca. A questo punto
lui stava scrivendo un romanzo lungo di che lui spesso il dreamed ad alta voce, e quale lui
piaciuto parlare circa. Lui era per molti anni che scrivono a questo romanzo, ma no
dubbio finalmente lo distrusse, come nessuna traccia di lui potrebbe essere trovato dopo il suo
morte. Lui lo volle per incarnare le sue viste su vita, opinioni che lui
espresso in una lettera a Plestcheyev in queste parole:
"Io non sono un Liberale, non un Conservatore.... Mi sarebbe dovuto piacere avere
stato un artista gratis e nulla più--ed io pento che Dio non mi ha dato
la forza per essere uno. Io odio giacendo e la violenza in tutte le loro forme--il
la maggior parte di libertà assoluta, la libertà da forza e frode in forma purchessia il
due secondo può essere espresso, che è il programme al quale io terrei se io
era un grande artista."
A questo punto lui era gaio sempre ed insistè su avere persone arrotondarlo
mentre lui lavorò. La sua piccola casa a Mosca della quale "sembrò un torace
cassetti", era un centre a che le persone, e persone specialmente giovani,
si adunato in sciami. Disopra loro suonarono il pianoforte, un noleggiato mentre
giù dalle scale lui sedette, mentre scrivendo attraverso lui tutti. "Io non posso vivere positivamente senza
visitatori", lui scrisse a Suvorin; "quando io sono da solo, per della ragione io sono
spaventato." Questa vita gaia che sembrò così piena di promessa era, comunque,
interrotto da adattamenti violenti di tossire. Lui tentò di persuadere le altre persone,