Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 58
Dopo un intervallo lungo, "Sì", i suoi labbra fecero segno a.
"Grazie. Perché è il momento supremo di vite nostre. Esso
comporta vita o morte.... Sia paziente con me. Vuole?"
"Ma Lei deve essere breve", lui mormorò inquietamente. "Lei sa quello che io
bisogno. Io sono ammalato, io gli dico!"
Quindi lei andò via--non sistemare più convincentemente la sua bellezza, ma
a cappotto di lancio e cappello alla sua domestica e lascia cadere in giù sulla sedia da lei
scrivania e prende sul telefono:
"L'Ospedale del Dott. Langford?"
"Sì."
"Il Signorina Erith desidera parlare al Dott. Langford. ... È che Lei,
Dottore?... Oh, sì, io sono perfettamente bene.... Mi dica, come presto L'inscatoli
guarisca un uomo di--di dipsomania?... Chiaramente.... Era un stupido
domanda. Ma io sono preoccupato così ed infelice... Sì.... Sì, è un uomo
Io so.... Non era la sua colpa, individuo povero. Se io posso trovarlo solamente
a Lei e lo persuade a dirgli la storia del suo caso... IO
non sappia se lui andrà. Io sto facendo mio meglio. Lui è qui in mio
biblioteca.... Oh, no, lui ora non è inebriato, ma lui era ieri.
Ed oh, Dottore! Lui è così tremante e lui sembra così malato--io voglio dire in mente
e spirito più che in corpo.... Sì, lui dice lui ha bisogno di qualche cosa....
Cosa?... Gli dà del whisky se lui lo vuole?... Lei vuole dire un
highball?... Quanti?... Oh... Sì... Sì, io capisco... Io farò
mio molto meglio.... Grazie. ... Alle tre?... Grazie così
molto, Dottore Langford. Ciao!"
Lei appese sul ricevitore, diede un sguardo a lei nel
abbigliamento-vetro, e sega riflettè là un giallo-peloso nocciola-dagli occhi
ragazza che guardò una bazzecola spaventò. Ma lei costrinse un sorriso, fece un
toilette frettolosa ed accerchiò per il maggiordomo, diede i suoi ordini, e poi
camminato comodo nella biblioteca. McKay alzò la sua tragica faccia da
le sue mani dove lui stette in piedi di fronte al fuoco, i suoi gomiti che rimangono sul
mantel.
"Venga", lei disse in lei il bel, risoluto modo, "Lei ed io siamo