Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 74
vita-abito. I suoni delle pistole, rapido, distinto echeggiarono attraverso
l'oscurità instabile.
Lei l'aiutò come una balia aiuta un convalescente, il suo rondone, freddo
poco tocca muovendosi leggermente ed infallibilmente. E finalmente lui era
equipaggiato, e la sua mente aveva chiarito scuramente della visione dorata di
amore e primavera.
Mari ghiacciati, mostruoso e minaccioso andarono fracassando passato i sigillarono e
porto accecato; ma non c'era vento ed il fare un rumore sordo delle pistole
venuto distintamente ai loro orecchi.
Una forma in uniforme apparsa in lontananza alla porta di cabina per un istante ed un
calmi, voce senza fretta li chiamò in causa.
Corridoi erano pieni di figure scure. Il bar principale fu affollato come
loro scalarono la compagno-modo. Sembrò non essere panico, no
l'alacrità, niente confusione. Voci erano modestamente basse, il tono casualmente
conversazionale.
Il braccio del Signorina Erith rimasto collegato in McKay è dove loro stettero in piedi
insieme tra la folla.
"Sottomarini, io immagino", lei disse.
"Probabilmente."
Dopo un momento: "Cosa stava sognando, il Sig. McKay?" lei chiese
leggermente. Nel crepuscolo bluastro ed ottuso del bar la sua faccia di ragazzo crebbe
caldo.
"Era Lei chiamò cosa io?" lei insistè. "Era Eve?"
A che le sue guance scottate cremisi.
"Cosa intende?" lui mormorò.
"Non mi chiamò Eve?"
"Io--quando un uomo sta sognando--addormentato--"
"Il mio nome è Evelyn, Lei sa. Nessuno mai mi chiamò Eve....
Ancora--è dispari, non è, il Sig. McKay? Io ho desiderato sempre che qualcuno
mi chiamerebbe Eve.... Ma forse Lei non stava sognandomi?"
"Io--era."
"Realmente. Come interessante!" Lui rimase silenzioso.
"E mi chiamò Eve--in quel sogno?... Quello è curioso, non è
esso, dopo quello che io gli ho detto appena?... Quindi io ho avuto il mio augurio--in un
sogno." Lei rise un poco. "In un sogno--il Suo sogno", lei
ripetuto. "Noi siamo dovuti essere i buoni amici nel Suo sogno--che Lei