Capitolo 13
oro--sempre più, coltivi io lo sparsi sul pavimento, calpestato su
esso, e banchettando sul suo molto suono e lo splendore, monete aggiunte a
monete, rotolando e revelling sul letto sfarzoso, finché io affondai
esaurito.
Così passò via quel giorno e sera; e come rimase la mia porta
chiuso, notte mi trovò ancora giacendo sull'oro, dove, finalmente,
sonno mi sopraffece.
Poi io dreamed di thee, e fantastico io stetti in piedi dietro alla porta di vetro di
thy la piccola stanza, e thee della sega fecero sedere a thy proponga tra un scheletro
ed un gruppo di piante essiccate; prima che thee posarono aperti i lavori di
Haller, Humboldt, e Linnaeus; su sofà di thy un volume di Goethe, e
l'Anello Incantato. Io sostenni un tempo lungo che contempla thee, e
tutto in appartamento di thy; e girando di nuovo il mio sguardo fisso su thee, io
percepito che tu il wast immobile--tu didst non respirano--tu
wast morto.
Io mi svegliai--sembrò ancora presto--il mio orologio si era fermato. Io mi sentii assetato,
svenga, e portato fuori; per fin dalla mattina precedente che io non avevo
cibo assaggiato. Io ora gettai da me, con l'aborrendo e disgusta, il
molto oro con cui ma un tempo corto prima che io avevo saziato mio
cuore sciocco. Ora io non seppi dove metterlo--io sfidai non lo lasci
giacendo là. Io esaminai la mia borsa per vedere se l'avesse contenuto,--
impossibile! Nessune delle mie finestre aprì sul mare. Io avevo nessuno
altra risorsa ma, con lavoro faticoso e la grande fatica, trascinarlo ad un
torace enorme che stette in piedi in un armadio nella mia stanza; dove io lo misi
tutti, con l'eccezione di una manciata o due. Poi io mi gettai,
esausto, in una braccio-sedia, coltivi le persone della casa dovrebbero essere
su e mescolando. Al più presto possibile io spedii per del rinfresco,
e desiderò vedere il padrone di casa.
Io entrai in della conversazione con questo uomo che rispetta il
sistemazione del mio stabilimento futuro. Lui raccomandò per mio