Capitolo 19
mi abbandoni, quando io L'informo con questo terribile segreto. Bendel, io
è ricco, libero, generoso; ma, O Dio, io non ho Ombra!"
"Niente ombra!" esclamato il giovane fedele, lacera cominciando da
i suoi occhi. "Ahimè! che io sono nato per servire un padrone senza un
ombreggi!" Lui era silenzioso, e di nuovo io nascosi la mia faccia nelle mie mani.
"Bendel", finalmente io ricapitolai tremantemente, "Lei ora ha mio
fiducia; Lei può tradirmi--vada--sopporti testimone contro me!"
Lui sembrò essere agitato con sentimenti contraddittori; finalmente lui gettò
lui ai miei piedi ed afferrò la mia mano che lui bagnò col suo
ferite lacere. "No", lui esclamò; "purchessia il mondo può dire, io né
né abbandonerà il mio eccellente padrone perché lui ha perso il suo
ombra. Io alquanto farò quello che è corretto che quello che può sembrare prudente.
Io rimarrò con Lei--io L'ombreggerò con la mia propria ombra--io voglio
L'assista quando io posso--e quando io non posso, io piangerò con Lei."
Io precipitai sul suo collo, stupito alle sentimento così insolito; per lui
era molto evidente che lui non fu incitato dall'amore di soldi.
La mia maniera della vita ed il mio fato ora divenne piuttosto diversa. È
incredibile con che previdenza preveggente Bendel escogitò celare
la mia deficienza. Dappertutto lui era di fronte a me e con me, provvedendo
contro ogni contingenza, ed in casi di unlooked-per pericolo,
volando schermarmi con la sua propria ombra, per lui era più alto e
stouter che io. Così io ancora una volta mi avventurai fra umanità, e
cominciato a prendere una parte in affari mondani. Io fui costretto, davvero,
colpire certe particolarità ed i capricci; ma in un uomo ricco loro
sembri solamente adatto; e così lungo come la verità fu tenuta celato io
goduto tutto il honour e rispetto che potrebbe procurare oro.
Io ora aspettai ansiosamente con più calma la visita promessa di
il misterioso ignoto all'espirazione dell'anno ed un giorno.
Io ero molto assennato che io non potessi avventurarmi rimanere da molto in un