Capitolo 25
meritato ogni encomio.
Sera disegnò su, gli ospiti arrivarono, e fu presentato a me. Il
la parola Maestà ora fu lasciata cadere; ma, col rispetto più profondo e
umiltà, io fui indirizzato come il Conto. Cosa potrei fare? IO
accettato il titolo, e da quel momento io ero noto come Conte Peter.
Nel mezzo di tutta questa festività che la mia anima ha languito per uno individuale.
Lei venne tardi--lei chi era l'imperatrice della scena, e portò il
emblema della sovranità sul suo sopracciglio.
Lei accompagnò modestamente i suoi genitori, e sembrò inconscio di lei
bellezza trascendente.
Il Ranger delle Foreste, sua moglie, e figlia, fu presentato a
io. Io ero a nessuna perdita per farsi d'accordo ai genitori; ma
di fronte alla figlia io stetti in piedi come un scolaro bene-sgridato, incapace
di parola una sola parola.
A lungo io l'implorai esitantemente a honour il mio banchetto da
presiedendo a lui--un ufficio per il quale le sue dotazioni rare l'aguzzarono
fuori come andò bene ammirabilmente. Con un rossore ed un sguardo espressivo lei
implorato di essere scusato; ma, in ancora più grande confusione che
lei, io l'implorai rispettosamente accettare l'omaggio del primo
e di più dedicò dei suoi soggetti, ed un sguardo del conto era
lo stesso come un comando agli ospiti in che tutti gareggiarono l'un con l'altro
agendo all'altezza dello spirito dell'oste nobile.
Nella sua maestà di persona, l'innocenza, e la grazia, in unione con bellezza,
presieduto su questo banchetto gioioso. I genitori felici di Minna erano
animato dal honours conferito sul loro bambino. Come per me, io
si abbandonato a tutta l'ebbrezza di delizia: Io spedii per tutti
i gioielli, perle, e pietre preziose ancora andarono via a me--il
produca della mia ricchezza fatale--e, riempendo due vasi, io li misi su
la tavola, nel nome della Regina del banchetto per essere diviso
fra i suoi compagni ed il resto delle signore.
Io ordinai nel frattempo oro per essere bagnato in giù senza cessare