Capitolo 35
un altro."
Io ora tentai di dire una parola a Minna; ma, singhiozzando più
violentemente, lei il clung ancora più vicino a sua madre che costituì un segnale
io per prelevare. Io rispettai; ed ora il mondo sembrò chiuso fuori da me
per mai.
Essendo scappato dalla cura affettuosa di Bendel, io ora vagai
selvaggiamente attraverso i boschi di neighbouring e prati. Gocce dell'angoscia
precipiti dal mio sopracciglio, scoppio di gemiti profondo dal mio petto--la disperazione frenetica
andato su tutte le furie all'interno di me.
Io non seppi quanto tempo questo era durato, quando io sentii io afferrai da
la manica su una brughiera esposto al sole. Io mi fermai, e guardando su, vide il
uomo grigio-rivestito che sembrò essersi corso fuori di alito in
intraprendendomi. Lui immediatamente cominciò:
"Io avevo", disse lui, "nominò questo giorno; ma la Sua impazienza
l'anticipato. Tutti possono essere ancora comunque, corretti. Prenda il mio consiglio--
riscatti la Sua ombra che è al Suo comando ed immediatamente ritorna
al giardino del ranger, dove Lei sarà ricevuto bene, e tutti il
passato sembrerà un scherzo mero. Come per Canaglia--chi L'ha tradito in
ordini pagare i suoi indirizzi a Minna--lo lasci a me; lui è solo un
soggetto appropriato per me."
Io stetti in piedi come uno in un sogno. "Questo giorno?" Io considerai di nuovo. Lui
era corretto--io avevo commesso un errore di un giorno. Io sentii nel mio petto per
la borsa. Lui percepì la mia intenzione, e disegnò di nuovo.
"No, Conti Pietro; la borsa è nelle buone mani--preghi lo tenga." IO
guardato fisso a lui con occhiate dello stupore ed indagine. "Io imploro solamente un
si balocchi come un gettone di ricordo. Sia così buono come firmare questo
memorandum." Sulla pergamena che lui contenne fuori a me, era questi
parole: --"Da virtù di questo presente alla quale io ho appeso mio
firma, io trasmetto col presente la mia anima al possessore, dopo suo
naturale separazione dal mio corpo."
Io guardai fisso alternativamente in stupore muto alla carta ed il grigio