Capitolo 48
generi di eccessi completamente saziato la loro furia. Così aveva loro
trattato il loro benefattore. I miei servitori erano fuggiti in tutte le direzioni.
La polizia mi aveva bandito dalla città come un carattere diffidente,
e mi accordò un intervallo di ventiquattro ore per andare via il
territorio. Bendel aggiunse molti dettagli come alle informazioni io
già aveva ottenuto riguardo alla ricchezza di Canaglia e matrimonio. Questo
briccone, sembra--l'autore di tutte le misure fu preso chi
contro me--fu posseduto di mio segreto quasi dall'inizio,
e, tentò dall'amore di soldi, si era provvisto con una chiave
al mio torace, e da allora stava posando la fondazione di
la sua ricchezza presente. Bendel riferì tutti questo con molte ferite lacere, e
pianto per gioia che io ancora una volta sono stato ripristinato in salvo a lui, dopo tutto
le sue paure e le ansie per me. In me, comunque tale stato di
cose si svegliarono solamente la disperazione.
Il mio fato terribile ora mi fissò nella faccia in tutti suo gigantesco e
orrore immutabile. La fonte di ferite lacere fu esaurita all'interno di me;
nessuno gemito scappò il mio seno; ma con indifferenza fresca io scoprii mio
testa indifesa al colpo di vento. "Bendel", disse io, "Lei conosce il mio fato;
questa visita pesante è una punizione per i miei primi peccati: ma come per
thee, il mio amico innocente io non posso permettere più thee per dividere mio
destino. Io partirò questo molto serale--mi carichi un cavallo--io voglio
metta fuori da solo. Rimanga qui, Bendel--io insisto su lui: là debba
ancora sia dei toraci di oro andati via nella casa--li prenda, loro sono
thine. Io sarò un vagabondo senza riposo e solitario sulla faccia di
la terra; ma se i migliori giorni dovessero sorgere, ed ancora una volta accade sorriso
io non dimenticherò poi fastamente su me, thy consolidano la fedeltà; per
in ore di thy di angoscia profondo petto fedele è stato il deposito
dei miei dolori." Con un cuore scoppio, il Bendel degno preparò,
rispettare questo ultimo comando di suo padrone; per io ero sordo a tutti il suo