Capitolo 62
strumenti, e dei libri. Io feci acquistare queste cose,
molti viaggi non disposti a Londra e Parigi, scegliendo un tempo quando
Io potrei essere nascose dalle nubi di favouring. Come tutto il mio oro malato-ottenuto
fu esaurito, io portai su dall'Africa dell'avorio che è là
così abbondante, in pagamento dei miei acquisti--prendendosi cura, comunque a
scelga fuori i più piccoli denti per non finito-opprimersi. IO
aveva così presto purché io con tutti che io ho voluto, ed ora
entrato su una maniera nuova della vita come un studente--vagando sul
globo--misurando l'altezza delle montagne, e la temperatura di
l'aria e delle primavere--osservando i manners e le abitudini di
animali--piante inquirenti e fiori. Dall'equatore al
munisca di pali, e dal mondo nuovo al vecchio, io continuamente fui impegnato in
ripetendo e comparando i miei esperimenti.
Il mio cibo solito consistè delle uova dello struzzo africano o
mare-uccelli settentrionali, con alcune frutte specialmente quelli del palmo
e la banana dei tropici. La tabacco-pianta mi confortò quando io
fu depresso; e l'affezione del mio spaniel era una compensazione
per la perdita di comprensione umana e società. Quando io ritornai da mio
escursioni, caricato con tesori freschi, alla mia caverna in Thebes che
lui proteggè durante la mia assenza, lui mai saltò gioiosamente diretto a
mi saluti, e mi fece tatto che io non ero davvero da solo sulla terra.
Accadde presto un'avventura quale ancora una volta mi portò fra mio
individuo-creature.
Un giorno, come io stavo raggruppando licheni ed alghe sulla costa settentrionale,
con la diligenza sui miei stivali, un orso fece improvvisamente il suo aspetto, e
stava rubando verso me arrotondi l'angolo di una pietra. Dopo avere gettato
via le mie pantofole, io tentai di avanzare attraverso ad un'isola, da vuole dire
di una pietra, proiettando dalle onde nello spazio intermedio che
servito come un'avanzare-pietra. Io giunsi in salvo alla pietra con uno
piede, ma immediatamente precipitò nel mare con l'altro, uno di mio