E. H. (Edwin Hubbell) Chapin
Capitolo 27
faccia fuori questo delle nostre prove, ed i dolori, ed il così definito evils!
Ancora una volta io dico la vita è il piano di Dio; non il nostro. Per spesso su
le rovine di aumenti di speranza visionari il regno di nostro
possesso sostanziale e la nostra vera pace; e sotto il
ombra di delusione terrena, del tutto inconsapevolmente a
noi, il nostro Redentore Divino sta camminando dal nostro lato.
Vita una Storia
Noi passiamo i nostri anni come una storia che è detta. Salmo xc.9.
Noi portiamo i nostri anni ad una fine come un pensiero, è il corretto
rendendo di queste parole, concedendo ad un eminente
traduttore. Ma come l'idea essenziale del Psalmist è
preservato nella versione comune, io l'assumo come particolarmente
illustrativo e forzato. Sarà il mio oggetto, nel
dissertazione presente, mostrare l'appropriatezza del paragone in
il testo; --suggerire i punti di somiglianza fra
vita umana ed un resoconto passeggero.
Io osservo, poi, nel primo luogo che la convenienza di
questa similitudine è vista nella brevità della vita. Quello che più rapido
e momentaneo che una storia? È sentito, e passaggi. Sebbene
c'inganna per il tempo, muore via in suono, o fusioni
da prima, l'occhio. E questo che dico io, sorprendentemente illustra
la brevità della vita. La brevità della vita! È un trito
verità, ed ancora come piccolo comprese! C'è probabilmente
nulla, più comune e non c'è ancora nulla, più
pernicioso, che l'abitudine di dipendenza virtuale su lunghezza
di giorni. Così le migliori fini del nostro essere mortale sono perse
avvisti di; le circostanze solenni, i misteri suggestivi
della vita, è frainteso. I cieli che danno una miriade
suggerimenti di mondi oltre la tomba, è, a molti, impenetrabile
muri, chiudendoli in a ricerche mere di senso--il
tappezzeria di un'officina o bazar; e questa terra che è
ma un passo,--una piattaforma annebbiata del nostro corso immortale,--è
a loro il luogo costante e solido di ogni interesse, e di tutti