E. H. (Edwin Hubbell) Chapin

La Corona di Spine: un gettone per l'addolorarsi

E. H. (Edwin Hubbell) Chapin

Capitolo 3

Qualche volta, dal cuore di un uomo, là rompe avanti un sospiro
per gioventù perpetua.  Nelle perplessità di anni maturi, --
nell'esperienza dell'egoismo, e cavità, ed amaro
delusione;  nel surfeit di piacere;  in assoluto
la stanchezza del mondo,--lui esclama, "O! mi dia di nuovo che
mattina dolce dei miei giorni, quando tutti i miei sentimenti erano freschi,
ed il cuore era bagnato con una rugiada perpetua.  Mi dia il
forza non provata;  la fiducia disingannata;  il credulone
immaginazione che ha bagnato tutte le cose in gloria fusa e
riempito il mondo ignoto con possibilità infinite."  Triste
con scetticismo, e stanco con speculazione, lui piange fuori per
quella fede che ha avuto bisogno di nessuna altra conferma che i toni
della voce di una madre, e Dio trovato dappertutto nel molle
pressione del suo amore;  e quando i suoi passi cominciano ad esitare,
e lui si trova fra le ombre lunghe, e la fragilità
e paura del corpo superata le profezie dell'anima, e
nessuna assicurazione religiosa accende ed alza sulla sua mente, come lui
auguri per della fontana di restaurazione che porterà di nuovo
il suo fiore e la sua forza, e lo fa giovane sempre!  "Perché
abbia tale esperimenta come ribasso, e decade, e morte?" lui
chiede. "È non buono per noi per mai essere giovane?  Perché deve
non il corpo è un tabernacolo di gioventù continua, e la vita è
sempre così fresco, e capace di galleggiare, ed innocente, e fiducioso?
O, se noi dobbiamo, finalmente, muoia, perché tutti questa esperienza triste, --
questa entrata della debolezza,--questo che scivola via della vita e
potere?"

Ma questo è un sentimento che nessun uomo saggio o buono mai
cura teneramente da molto.  Per lui sa che le esperienze più ricche,
ed i migliori conseguimenti della vita, venuti dopo il periodo di
gioventù;  salti fuori di questa molta tristezza, e soffrendo, e
lotta grezza nel mondo che un irriflessivo
la sentimentalità deplora.  Ah, i miei amici nonostante nostro
prove, la nostra stanchezza, la nostra conoscenza triste di uomini e cose;
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