Capitolo 19
`Io graunte wel che tu l'endurest wo 785
Acuto come il doth lui, Ticius, in helle,
Whos stomak foules tyren mai-mo
Quel highte volturis, come bokes telle.
Ma io non posso sopportare che tu il dwelle
In così unskilful un opinioun 790
Quello di thy wo non è curacioun.
`Ma uni niltow, per herte di codardo di thy,
E per l'ira di thyn e folish wilfulnesse,
Per wantrust, tellen di smerte di sorwes di thy,
Ne a thyn owene aiutano faccia bisinesse 795
Come muche come speke un resoun più o lesse,
Ma lyest come lui che elenco di recche della nessuno-cosa.
Che womman coude amano swich un wrecche?
`Cosa può lei il demen altro di thy deeth,
Se tu così il deye, e lei non perché è, 800
Ma che per fere yolden è su thy breeth,
Per biseged di han di Grekes noi, y-wis?
Dio che un ringrazi che shaltow han di questo!
Così il wol lei il seyn, ed al il toun ad uni,
"Il wrecche è atto, i devel si hanno le ossa!" 805
`Tu mayst allone qui wepe e crye e knele;
Ma, ami una donna che lei il woot esso il niente,
E lei wol quyte che tu lo shalt non il fele;
Unknowe, unkist e perduto quello è un-cercato.
Cosa! Molto un hath dell'uomo amano cervo di ful y-comprò 810
Venti inverno che il suo wiste della signora,
Che mai ancora la sua bocca di signora lui il kiste.
`Cosa? Shulde è therfor precipitato in despeyr,
O è recreaunt per il suo owene tene,
O sleen lui-stesso, al il suo fayr della signora è? 815
No, no, ma mai in oon è fresco e grene
Servire ed amare il hertes quene del suo cervo,
E thenke è un guerdoun hir da servire
Una mille-piega più che lui può meritare.'
Di quella parola hede presero Troilus, 820
E thoughte anoon che folye lui era inne,
E come quel sooth lui il seyde Pandarus,
Che per a sleen lui-stesso il mighte lui non il winne,
Ma unmanhod di doon di bothe ed un sinne,
E del suo deeth il suo niente di signora a wyte; 825
Per del suo wo, dio il woot, lei conobbe ful lyte.
E con quel pensiero lui gan ful syke dolente,
E seyde, ` Allas! Io quale è migliore fare?'
A chi Pandare rispose, ` Se thee lyke,