Capitolo 20
Il meglio è che tu il telle io thy wo; 830
E ha il mio trouthe, ma tu esso il finde così,
Io sono indennizzo di thy, o che è ful longe,
A peces mi faccia drawe, e sithen honge!'
`Ye, così tu il seyst', quod il tho di Troilus, ` l'allas!
Ma, dio il wot, non è il piuttosto così; 835
Ful duro era esso a helpen in questo cas,
Per wel finde io che la Fortuna è il mio fo,
Alle di Ne gli uomini che ryden conne o va
Maggio di hir ruota crudele il withstonde del danno;
Per, come elencano hir, lei il pleyeth con libero e bonde.' 840
Quod Pandarus, ` Che la blamestow Fortuna
Per tu wrooth dell'arte, ye ora ad erst io vedo;
Wel di nat di Wostow che la Fortuna è comune
Ad ogni maner wight in grado di som?
Ed ancora tu il hast questo conforto, ecco, pardee! 845
Che, come hir finito-agente provocatore di moten di Ioyes,
Quindi mote hir sorwes passen everichoon.
`Per se hir spingono alcuno-cosa di stinte a torne,
Che il cessed lei anoon di Fortuna per essere:
Ora, sith hir fanno girare da nessun wey soiorne, 850
Che wostow se hir mutabilitee
Diritto come thy-selven elenca, wol doon da thee,
O che lei fer fro thyn helpinge non è?
Paraunter, tu hast causano per per bruciacchiare!
`E therfor wostow quello che io thee beseche? 855
Lat è thy wo e rivolgendosi al grounde;
Per chi-così elenco ha aiuto del suo leche,
A lui il bihoveth prima l'unwrye il suo wounde.
A Cerberus in helle ay sia io il bounde,
Era esso per il mio suster, sorwe di thy di al, 860
Dal mio wil, lei sholde al è thyn a-morwe.
`Loke su, io il seye, e tel io quello che lei è
Anoon, che io posso agente provocatore aboute thy nede;
Hir di ich di Knowe devono? Per il mio amore, tel io questo;
Che il wolde io il hopen piuttosto per a spede.' 865
Gan di Tho il veyne di Troilus a blede,
Per lui fu colpito, e wex al ricoprono di canniccio per la vergogna;
`Un ha!' quod Pandare, ` Qui gioco di biginneth!'
E con quella parola lui il gan lui per scuotere,
E seyde, ` Theef, tu shalt hir chiamano telle.' 870
Ma sely di gan di tho Troilus per tremare