Capitolo 29
Per amore di goddes; è che l'assege aweye?
Io sono di Grekes così ferd che io il deye.'
`No, no', quod lui, ` come mai mote io il thryve! 125
È un wel della cosa scommettono che swiche fyve.'
`Ye, dio santo', quod lei, ` che cosa è quella?
Cosa! Scommessa che swiche fyve? Ey, no, y-wis!
Per al questi ne del mondo possono io il reden quello che
Esso sholde stato; som Iape, io il trowe, è questo; 130
E ma tuo-selven il telle noi quello che è,
La mia intelligenza è per ad arede esso al a lene;
Come mi aiuti dio, io noot nat che ye meene.'
`Ed io il Suo borow, ne mai shal, per me,
Questa cosa sia detta a yow, come mote io il thryve!' 135
`E perché così, myn dello zio? Perché così?' quod lei.
`Di dio', quod lui, ` quel wole io telle come blyve;
Per prouder womman mezzogiorno di ther sia su-lyve,
E ye esso il wiste, in al il toun di Troye;
Io niente di iape, come mai abbia io Ioye!' 140
Gan di Tho lei il wondren più del biforn
Mille piega, e doun hir eyen casta;
Per mai, sith il tyme che lei è nata,
A cosa di knowe desiderata lei così faste;
E con un syk lei il seyde lui al laste, 145
`Ora, myn dello zio, io displese di niente di yow nullo,
Né axen più, quello può fare yow disese.'
Quindi dopo questo, con molta radura di wordes,
E storie di freendly, e con umore di mery,
Di questo e che loro il pleyde, e gunnen passano a guado 150
In molti un gladiolo di unkouth e matere profondo,
Come freendes doon, whan loro picco soddisfece y-fere;
Til lei gan axen lui come il ferde di Ector,
Quell'era il tounes wal e lo yerde di Grekes.
`Wel di Ful, io il thanke esso dio', quod Pandarus, 155
`Salvi nel suo braccio lui il hath un litel wounde;
Ed eek il suo fresshe fratello Troilus,
Il wyse Ector degno il secounde,
In chi che mai vertu elencano abounde,
Come alle trouthe ed alle gentillesse, 160
Wysdom, honour, fredom, e worthinesse.'
`Nel buon feith, eem', quod lei, ` quel lyketh io;
Loro faren wel, dio orlo di salvataggio bothe due!
Per trewely io il holde saluta deyntee