Capitolo 4
Per boughten di giorno di som loro di Troye esso il derre,
Ed eft il Grekes founden nessun softe della cosa
Il popolo di Troye; e così la fortuna su-lofte,
E sotto eft, gan orlano a wheelen bothe
Dopo hir cours, ay whyl loro erano wrothe. 140
Ma come questo toun com a destruccioun
Niente di falleth di Ne a purpos io a telle;
Per lui un digressioun lungo sia
Fro il mio matere, e yow a longe dwelle.
Ma il Troyane gestes, come loro felle, 145
In Omer, o in Sfide, o in Dyte,
Chi-così quello può, rede orlano come loro il wryte.
Ma sebbene quelli Grekes orlano dello shetten di Troye,
E hir citee bisegede al un-boute,
Hir olde uso wolde loro non letten, 150
Come per a honoure hir goddes ful devoute;
Ma aldermost in honour, fuori di doute,
Loro il hadde un relik hight Palladion,
Quell'era hir trist un-boven l'everichon.
E così bifel, whan comen era il tyme 155
Di Aperil, whan vestito è il mede
Con newe grene, di Ver forte il pryme,
E swote smellen floures whyte e rede,
In shewed di wyses di sondry, come io il rede,
Il popolo di Troye hir observaunces olde, 160
Feste di Palladiones per a holde.
Ed al tempio, in al hir beste wyse,
In generale, ther wente molto un wight,
A herknen del servyse di Palladion;
E vale a dire, così molto un cavaliere forte, 165
Quindi molta una signora fresco e mayden brillante,
Arayed di wel di Ful, bothe moste e leste,
Ye, bothe per il seson ed il feste.
Fra popolo di othere di thise Criseyda era,
In blak di habite di widewes; ma nathelees, 170
Diritto come la nostra lettera di firste ora è un Un,
In beautee prima così stette in piedi lei, makelees;
Hir gladede al che guarda devoto il prees.
Nas mai cosa di seyn a preysed derre dentro,
Né sotto cloude blak così brillante un sterre 175
Come era Criseyde, come everichoon di seyde di popolo
Quel hir behelden in wede di blake di hir;
Ed ancora lei sostenne ful lowe e stille alloon,
Popolo di othere di Bihinden, in litel brede,
E nitrisce il chi fa, ay sotto drede di vergogne 180
Semplice di un-tyr, e debonaire di umore,