Capitolo 8
Ne il suo desir, ne wherfor che lui ha sostenuto così,
Lui né consola fatto, tolde di worde di ne;
Ma da un-fer, il suo maner per a holde,
Su altra cosa il suo som-tyme dell'occhiata lui la casta,
Ed eft su hir, whyl che servyse laste. 315
E dopo questo, non awhaped di al di fulliche,
Fuori dell'esiliche di al di tempio lui il wente,
Repentinge lui che lui il hadde mai lo y-iaped
Di popolo di amori, affinché non pienamente il descente
Di fille del disprezzo su lui-stesso; ma, quello che lui mente, 320
Affinché non sia wist su alcun maner syde,
Il suo wo lui gan dissimulen e hyde.
Whan lui era così fro che il tempio è partito,
Lui streyght anoon un-a il suo paleys torneth,
Diritto con hir guardi thurgh-shoten e thurgh-scagliò, 325
Feyneth di Al lui in concupiscenza che lui il soiorneth;
Ed al il suo umore e speche anche lui il borneth;
Ed ay, di servitori di amori ogni whyle,
Lui-stesso a wrye, ad orlo lui gan a smyle.
E seyde, ` il Dio, così ye al vivo in affinché non, 330
Loveres di Ye! Per il conningest di yow,
Quel serveth più ententiflich e meglio,
Lui cincia come spesso danno ther-di come prora;
Il Suo hyre è finire ayein, ye dio il wot come!
Wel del niente per wel, ma disprezza per buon servyse; 335
In feith, il Suo ordine è dominato nel buon wyse!
`In nome-certeyn alle dentro il Suo observaunces,
Ma esso un poyntes di fewe di sely è;
Asketh di nessuno-cosa di Ne così grete attendaunces
Come posarono doth youre, e quel ye di alle di knowe; 340
Ma quello non è il worste, come mote io il thee;
Ma, tolde io lo yow il worste poynt, io il leve,
Seyde di Al io il sooth, ye wolden a me il greve!
`Ma tak questo, quel ye loveres ofte eschuwe,
O elles doon di buon entencioun, 345
Ful ofte thy signora wole fraintende,
E deme esso danno in hir opinioun;
Ed ancora se lei, per altro enchesoun,
Sia wrooth, che lo shalt tu il han un groyn anoon:
Dio! wel è lui quello può essere di yow oon!' 350
Ma per al questo, whan che lui dice il suo tyme,
Lui contenne le sue pipì, non l'altro indennizzo lui il gayned;