Capitolo 96
Longe di sydes di Hir, carnale lo smothe, e whyte
Lui gan per remare, e la buon economia il cattivo ful ofte
Throte di snowish di Hir, rounde di brestes di hir e lyte; 1250
Così in questo hevene lui il gan lui a delyte,
E ther-con-al milli kiste di hir di tyme;
Che, quello che a fatto, per l'unnethe di Ioye lui il wiste.
Che il seyde lui così, ` O, Amore, O, Charitee,
Eek di moder di Thy, Citherea lo swete, 1255
Dopo thy-stesso il prossimo heried è lei,
Mene di Venere io, il wel-willy planete;
E seguente che, Imeneus, io thee grete;
Per mai uomo era a holde di goddes di yow
Come io, quali ye han portarono fro cura colde. 1260
`Benigne Love, tu obbligazione santa di thinges,
Chi-così wol onorano, ed elenco thee niente honouren,
Ecco, i suoi desyr wol fuggono con-outen il winges.
Per, noldestow di socouren di orlo di bountee
Quel serven meglio e la maggior parte di alwey labouren, 1265
Ancora era al persi, quel dar io wel seyn, certes,
Ma-se la grazia di thy passasse il nostro desertes.
`E per tu io, quelli coude leest meritano
Di orlo che nombred stato un-a la grazia di thy,
Holpen di Hast, ther io lykly era a sterve, 1270
Ed io il bistowed in così heygh un luogo
Quelli thilke boundes non possono ritmo di blisse,
Io inscatolo nessuno più, ma laude e riverenza
Sia a thy bounte ed eccellenza di thyn!'
E therwith-al l'anoon di Criseyde lui kiste, 1275
Di che, certeyn, lei il felte nessun disese,
E così il seyde lui, ` Ora il wolde dio io il wiste,
Swete di herte di Myn, come io plese di mighte di yow!
Che uomo', quod lui, ` mai era così ad ese
Come io, su whiche il faireste ed il beste 1280
Che mai io dico, deyneth hir herte reste.
`Qui può uomini visti quella destra di passeth di misericordia;
L'esperienza di quello è sentita in me,
Quello è indegno a così swete un wight.
Ma herte myn, del Suo benignitee 1285
Quindi thenketh, sebbene che io indegno sia,
Ancora il mot io nede amenden in som wyse,
Thourgh corretto il vertu del Suo heyghe servyse.
`E per l'amore di dio, il mio cervo di signora,